Progetto ” A spasso nel tempo” per aiutare le imprese e i giovani di Terracina


Terracina è certamente tra le mete più ambite per il turismo balneare. Le strutture ricettive e i locali commerciali della città lavorano, nelle migliori delle ipotesi, 3 o 4 mesi l’anno riuscendo a generare reddito e posti di lavoro solo stagionali. Per garantire continuità dei flussi turistici è necessario puntare sui visitatori che amano coniugare la loro vacanza con le attività sportive e all’aria aperta (questo tipo di turismo rappresenta circa il 10 % del totale dei flussi turistici) oppure su quelli appassionati del patrimonio artistico-storico-culturale. L’attività sportiva è collegata anche al nostro benessere, per cui una motivazione ad un viaggio può essere semplicemente la voglia di fare una attività fisica per aumentare il proprio benessere o il desiderio di sperimentare un contatto unico con la natura in tutti gli sport legati all’aria aperta. Da qui l’iniziativa dell’associazione Colline di Santo Stefano del referente Fabio Barone dal titolo “A spasso nel tempo”.

«L’esperienza turistica – si legge in una nota – può inoltre coniugata in modo intelligente all’esperienza della scoperta del territorio e del suo patrimonio storico-ambientale, tangibile e intangibile. Questo tipo di turismo non è relegato ad una piccola ‘stagione’ e si può praticare gran parte dell’anno, una offerta de-stagionalizzata in grado di completare la proposta balneare di questa città. Lavorare quindi per diventare un polo attrattivo per un turismo di qualità, fatto di ospiti che amano le colline e la storia. Creare infrastrutture (sentieri, aree attrezzate, ecc) che saranno anche a disposizione delle scuole per attività formative/storiche all’aperto, delle associazioni sportive locali e di tutta la comunità con apprezzabili benefici per i giovani, con nuove opportunità lavorative, e per le imprese dedite al turismo della città. Valorizzare e promuovere la rete sentieristica collinare della città, la via Francigena, creare il cammino Pontificio/Borbonico per collegare la città con il cammino di San Benedetto, renderebbe Terracina meta di un enorme potenziale di flussi turistici culturali. Fare rete con il Parco del Circeo e il Parco dei monti Ausoni, partecipare alle fiere di settore, collaborare con le amministrazioni locali delle vicine città per un’offerta turistica valida che generi posti di lavoro e fatturato per tutto l’anno».

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