Proteste per l’antenna, le leggi nazionali e il ruolo dei Comuni


Antenna in viale Europa, i cittadini hanno incontrato l’amministrazione comunale. A seguito della protesta che ha visto decine di persone impegnate in un sit-in nei pressi di piazza Donatori di Sangue, dove sono in corso i lavori per l’installazione di una antenna, i manifestanti hanno avuto un serrato faccia a faccia col sindaco. Il primo cittadino ha spiegato in sostanza che «il Comune non può nulla». La normativa nazionale (D.Lgs. 198/2002), che ha recepito una direttiva dell’Unione Europea, definisce le antenne di telefonia mobile come ‘infrastrutture strategiche di primaria importanza’, che pertanto vanno in deroga a qualsiasi regolamento comunale o regionale, esattamente come le reti idriche, elettriche e del gas. «Ragion per cui – si legge in una nota – a meno che non si modifichi questa normativa statale, il Comune non può nulla, nonostante Terracina sia stata una delle poche località italiane a dotarsi di un PRAEET (Piano di Riassetto delle Emissioni Elettromagnetiche Territoriali), approvato nel 2009, che prevede l’individuazione di aree preferenziali per l’installazione di dette strutture». Regole ferme da dieci anni quindi e che andrebbero almeno aggiornate. Impegno preso ma che – è stato pure precisato – «tuttavia fini a se stesse, in quanto le compagnie telefoniche, proprio in virtù della legge nazionale che esautora sindaci e comuni dal concedere o meno autorizzazione all’installazione degli impianti su suolo pubblico e privato, non sono tenute a considerarle».

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