Raccolta dei rifiuti: Agenda 21 replica al sindaco


Il Forum di Agenda 21 Locale replica al sindaco che aveva a sua volta commentato un documento redatto dal Forum.

“Abbiamo inviato agli organi comunali competenti la nota prot. n. 08012015, del 8/01/2015, riguardante la gestione del ciclo dei rifiuti – scrivono nella nota i rappresentanti del Forum Agenda 21 –

Tale documento è costituito di due parti: La prima parte contiene i dati generali di sintesi relativi alla gestione dei servizi di igiene urbana, così come pubblicati e forniti, rispettivamente, dal Ministero dell’Ambiente e dal Comune di Terracina; La seconda parte contiene invece l’elenco degli indicatori di criticità sulla gestione del servizio, così come registrati con il monitoraggio eseguito dal Forum di A21L, nel corso del 2014, ai fini dei conseguenti interventi per il loro recupero.

A tale documento ha replicato il Sindaco con la nota stampa riportata in oggetto, ponendo alcune questioni di merito, riferite, tuttavia, esclusivamente alla prima parte del documento e, più in particolare, ai soli dati economici riguardanti i “costi del servizio”.

Prima di illustrare la nostra risposta intendiamo ringraziare il Sindaco per le parole di apprezzamento che ha rivolto al Forum di A21L per il lavoro istituzionale e per il proficuo contributo di proposte, di iniziative, di suggerimenti e di sollecitazioni che offre costantemente all’attività dell’Amministrazione comunale.

Riteniamo inoltre positivo il tono e la forma utilizzati nella replica, improntati al confronto e al dialogo costruttivo sui contenuti dei problemi affrontati, evitando così le inutili e sterili contrapposizioni e favorendo una migliore conoscenza dei fatti da parte dei cittadini-utenti.

Consideriamo altresì pienamente condivisibile il richiamo alla collaborazione, nel rispetto reciproco dei ruoli assegnati, tra soggetti che devono concorrere alle medesime finalità istituzionali.

Confermiamo, infine, avendolo non a caso sottolineato come primo punto, il giudizio positivo sui notevoli risultati raggiunti con la riduzione dei rifiuti prodotti (pari al 16%, a fronte di un calo nazionale dell’1,3%, secondo i dati ISPRA 2013, con un trend essenzialmente dovuto alla crisi economica) e con una raccolta differenziata che ha raggiunto il 32,9% (con un aumento del 23,04%), superiore al dato della Provincia di Latina (23,01%) e a quello della Regione Lazio (26,48%).

Su tali basi possiamo dunque esporre la nostra risposta partendo dal metodo.

Il Forum di Agenda 21 Locale, nella prima parte del proprio report, come già ricordato, ha utilizzato soltanto ed esclusivamente documenti pubblici, riportando i dati generali di sintesi pubblicati dal Ministero dell’Ambiente e quelli forniti dal Comune di Terracina.

I dati del Ministero dell’Ambiente, in particolare dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), sono stati pubblicati on line con il Rapporto Rifiuti Urbani 2014 (http://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti) e, nello specifico, nel Capitolo 6, dal titolo “Valutazione dei costi di gestione dei servizi di igiene urbana in Italia”, (p. 187 ss.), riferito, in particolare, ai “Comuni Italiani”.

I dati del Comune di Terracina, invece, non sono stati pubblicati on line in nessun rapporto, pur essendo un obbligo di legge oltre che un obbligo di contratto (è questo, infatti, uno degli indicatori di criticità richiamati nell’elenco contenuto nella seconda parte del nostro documento).

Abbiamo pertanto acquisito la documentazione necessaria: le deliberazioni di C.C. n. 51/XI del 29/10/2013, n. 53/XIII del 12/11/2013 e n. 54/XIII del 12/11/2013, relative, rispettivamente, al Regolamento TARES, al Piano Economico Finanziario (PEF) e alle Tariffe sui servizi 2013, oltre ai dati comparati 2013-2014 relativi ai rifiuti prodotti (indifferenziati, differenziati e totali).

I dati così raccolti, in quanto indicatori economici, sono stati riportati e comparati, quali dati generali di sintesi, secondo il criterio nazionale fissato dall’ISPRA ed indicati nella tabella 6.2 (“Struttura del campione di comuni sottoposto all’analisi dei costi derivanti dalle dichiarazioni MUD per l’anno 2013”), nella tabella 6.3 (“Medie regionali dei costi totali procapite di gestione del servizio di igiene urbana, dei proventi procapite da tassa e/o tariffa e relative percentuali di copertura dei costi per l’anno 2013”), nella tabella 6.6 (“Medie regionali dei costi specifici annuali procapite – euro/abitante per anno, per l’anno 2013”) e nella tabella 6.8 (“Medie regionali delle componenti di costi per Kg di rifiuto – euro centesimi al Kg – per l’anno 2013”).

In tali tabelle, inoltre, i dati relativi al “Costo totale del ciclo di gestione dei rifiuti solidi urbani”, del “Costo procapite”, dei “Proventi derivanti dall’applicazione della tassa e/o tariffa”, delle “Percentuali di copertura dei costi” e delle “Componenti di costo per Kg di rifiuto”, sono sempre riferiti alla “Popolazione residente”.

E’ questo, pertanto, il metodo e il criterio di analisi, di elaborazione, di comparazione e di valutazione dei dati fissato dallo Stato attraverso l’Istituto Superiore ISPRA a cui il Forum di A21L si è rigorosamente attenuto riportando i dati generali di sintesi.

Viceversa, il Comune di Terracina, stando alla nota del Sindaco, non soltanto ha utilizzato un criterio diverso di valutazione dei dati economici, ma anche un criterio diverso di comparazione degli stessi dati rispetto a quanto stabilito dallo Stato a livello nazionale.

La conseguenza inevitabile è che i risultati presentati dal Comune di Terracina sono diversi e contrastanti rispetto a quelli pubblicati dal Ministero dell’Ambiente con il Rapporto ISPRA 2014, a parità di dati disponibili dai due Enti, avendo il Comune di Terracina inviato al Ministero i propri documenti per la loro valutazione ed elaborazione.

 

Definita la questione del metodo possiamo quindi passare al merito dei problemi posti nella nota del Sindaco.

In proposito, va innanzitutto osservato che l’Amministrazione Comunale ha individuato come fondamentale parametro di riferimento economico il solo “costo del servizio”, pari          € 8.434.241,00, mentre l’ISPRA prevede come riferimento il “costo totale del ciclo di gestione dei rifiuti solidi urbani”, che a Terracina era pari a € 9.387.387,00, così come determinato nel Piano Economico Finanziario (PEF) 2013, trasmesso per obbligo al Ministero delle Finanze, cioè il costo che la legge impone di prendere a riferimento per la determinazione delle tariffe (anche queste da inviare al Ministero delle Finanze), attraverso le quali, come previsto dalla normativa vigente, si deve raggiungere la copertura totale dei costi del servizio che i cittadini devono pagare con le loro bollette.

Va inoltre osservato che l’Amministrazione Comunale ha posto in relazione il “costo del servizio” con il parametro dei cosiddetti “abitanti equivalenti”, pari al numero di 64.371, mentre l’ISPRA prende come riferimento la “popolazione residente”, sulla base degli indici demografici dell’ISTAT, che a Terracina registravano, nel 2013, 45.428 abitanti.

Va peraltro osservato che l’Amministrazione Comunale ha “stimato” i cosiddetti “abitanti equivalenti” sulla base di una “rilevante presenza di flussi turistici stagionali”, mentre l’ISPRA considera che l’opportunità di introdurre il parametro “numero di abitanti equivalenti” debba riguardare “sia utenze domestiche che utenze non domestiche”, quali quelle commerciali, artigianali, industriali, uffici, ecc.” e che tale parametro debba essere calcolato sulla base di un apposito “sistema convenzionale” e di “tabelle comparative specifiche” che non compaiono nel Piano Economico Finanziario/PEF comunale del 2013 (“Studio demografico”, p. 5).

Va infine osservato che l’Amministrazione Comunale, mentre ha scelto un criterio diverso di valutazione dei costi economici rispetto a quello utilizzato dall’ISPRA, ne ha tuttavia comparato i dati in modo non omogeneo, ottenendo valori assai discordanti.

Il costo procapite annuo a Terracina, secondo il criterio di valutazione del Comune di Terracina, sarebbe di € 131, cioè inferiore al costo medio italiano.

Viceversa, il costo procapite annuo a Terracina, secondo il criterio di valutazione ISPRA, sarebbe di € 206, cioè superiore al costo medio italiano (sempre secondo l’ISPRA, inoltre, il costo medio procapite annuo dei Comuni della Regione Lazio sarebbe di € 209, mentre il costo medio procapite annuo dei Comuni che hanno raggiunto una raccolta differenziata tra il 20% e il 40% sarebbe di € 215).

Il Comune di Terracina, quindi, che ha fornito al Ministero la propria documentazione sui costi economici del servizio (dichiarazioni MUD, Piano Economico Finanziario/PEF, Piano Tariffario, ecc.), attraverso la quale l’ISPRA ha valutato i dati secondo il metodo fissato a livello nazionale, avendo utilizzato un diverso criterio di valutazione ha ottenuto risultati contrastanti rispetto a quelli pubblicati dall’ISPRA, finendo, paradossalmente, per confutare i propri stessi dati economici, così come documentati e trasmessi all’Ente superiore.

 

Difatti, come si evince dallo schema sopra riportato, il costo procapite annuo di € 131, calcolato con il criterio del Comune di Terracina, copre il “costo del servizio”, ma non l’obbligatorio “costo totale del servizio”, mentre con il costo procapite annuo di € 206, calcolato con il criterio dell’ISPRA, copre interamente l’obbligatorio “costo totale del servizio”, cioè il costo che si deve prendere a riferimento per la determinazione delle tariffe che i cittadini devono pagare con le loro bollette.

 

In conclusione, da quanto riportato sinora, si comprende facilmente che sulla valutazione dei costi di gestione del ciclo dei rifiuti, nel metodo come nel merito, non vi è alcuna concordanza tra il Comune di Terracina e l’Istituto ministeriale ISPRA, e che il dato ricavato sul costo procapite del servizio (il 58% in più rispetto al dato comunale) costituisce una differenza macroscopica, la quale non può essere semplicemente considerata come un “abbaglio” o una “balla” (secondo le parole del Sindaco), ma più realisticamente come il risultato dell’applicazione del metodo analitico, elaborativo e valutativo stabilito dallo Stato. Un risultato, quindi, che merita la più seria e dovuta riflessione.

 

Sarebbe pertanto opportuno, a questo punto, che le questioni poste dal Sindaco ad Agenda 21 (che nella prima parte del proprio documento non aveva affatto sollevato il problema, ma aveva soltanto riportato i dati pubblicati e quelli forniti con documenti dai rispettivi Enti), fossero girate direttamente all’Istituto ministeriale, che di queste cose si deve occupare per legge sull’intero territorio nazionale.

Invitiamo pertanto il primo cittadino e l’Amministrazione Comunale a verificare i dati economici sulla gestione del servizio, a renderli pubblici in forma analitica e on line, a chiarire il criterio per la loro corretta valutazione e a compiere ogni sforzo possibile per tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini-utenti”.

 

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