Rapporto eco-sostenibilità di Legambiente, il Pd: «La città soffre»


Terracina cicloturistica. Anxur Time

I dati sull’eco-sostenibilità urbana di Terracina, forniti la scorsa settimana dalla sezione locale di Legambiente, mettono in luce le vere condizioni della nostra città a venti anni dall’inizio del nuovo millennio.
In essi emerge in maniera chiara ed inequivocabile che Terracina soffre di un’assoluta carenza di verde pubblico, di un ritardo sull’attuazione del moderno concetto di mobilità urbana, di un eccessivo consumo del suolo, di un ritardo sull’efficienza energetica e dell’inizio di un declino dei buoni risultati raggiunti in materia di gestione dei rifiuti.
Una serie di aspetti che non possono non aprire una serie di riflessioni rispetto sia al lavoro svolto in questi anni dalle diverse amministrazioni di centrodestra sia a quello che dovrà essere fatto per garantire alla città un futuro migliore e possibilmente sostenibile.

Ebbene, premesso che per il nostro Circolo l’orizzonte culturale verso cui dovrebbe propendere l’azione amministrativa è quello dello “sviluppo sostenibile”, sia in tema ambientale che sociale ed economico, non possiamo non sottolineare come la città si presenta all’inizio del terzo decennio del duemila in grave ritardo al confronto con tante altre realtà territoriali di pari dimensione e più in generale rispetto al più moderno concetto di sviluppo sostenibile ormai adottato in tutto il mondo.

A riprova di questo, Terracina, e questo è innegabile, eredita un passato fatto di una crescita urbanistica scomposta e priva di attenzione verso il futuro, ma anche un presente caratterizzato da un lungo percorso amministrativo di centrodestra che non ha saputo mai opporre politiche serie nell’ottica del cambiamento e del rinnovamento preferendo, ad una strategia generale di sviluppo, esclusivamente un più misurato adeguamento dell’esistente.

I quartieri periferici della città, Borgo Hermada, La Fiora, Calcatore, La Valle e le frazioni montane, sono tuttora sconnessi dal resto della città in quanto privi di una connessione che li leghi al sistema attraverso reti infrastrutturali, mobilità e servizi al cittadino. Quartieri importanti come le Arene e la Marina, un tempo cuore pulsante della città, sono in grande difficoltà e privi di una più generale idea di riqualificazione e sviluppo.
Il centro storico soffre dell’assenza di un progetto generale di connessione e rilancio culturale ed economico e le opere pubbliche promesse non sono state portate a termine con grave danno alle aspettative e agli interessi dei cittadini.
Se a questo aggiungiamo anche una inadeguata pianificazione di mobilità sostenibile e l’assenza, grave in taluni casi grave, di verde pubblico nei diversi quartieri, non possiamo certo affermare che Terracina sia una città migliore da quando è in mano al centrodestra di Nardi e Procaccini.

Tale mancata crescita della citta, ci lascia chiaramente preoccupati per il futuro.
A nostro avviso, un cambiamento sarà possibile solo attraverso un percorso virtuoso che, da un lato, elude la semplice e consueta ordinaria amministrazione a cui la città è stata abituata a causa della narrazione di un imminente cambiamento epocale; dall’altro, adottando un’idea di azione politica ed amministrativa fatta di: pianificazione della strategia di sviluppo; programmazione degli interventi con definizione delle priorità e soluzione delle questioni irrisolte; un modello di “Governance” che dia la possibilità ai cittadini di partecipare ed assumere maggiore consapevolezza sulle scelte amministrative.
In altri termini, un deciso cambio di rotta che non solo riteniamo doveroso per lo sviluppo della città ma anche l’unico possibile e da contrapporre alla solita politica degli slogan, degli annunci, dell’auto celebrazione mediatica e delle battaglie per le poltrone a cui il centrodestra ci ha ormai abituato da diversi anni e che evidentemente non ha prodotto i risultati promessi o comunque utili a risolvere le questioni importanti della città.

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