Recupero della zona di Porta Napoletana, Palmacci: «Un atto di dovere per la storia»


«Wolfgang Goethe è in Italia fra il 1786 e il 1788  e ha pubblicato la prima parte del viaggio in Italia, ventotto anni dopo, sulla base di diari e lettere che erano destinati alle Signore  Von Stein e Caroline Herder e agli amici del Duca di Weimar.

In questa sua opera descrive il suo primo incontro con la Città di Terracina il 23 febbraio 1787 nel suo viaggio da Roma  verso Napoli con una carrozza trainata da cavalli nel tratto  da Velletri e Fondi con una sosta in prossimità dell’Ex Dogana all’altezza di Porta Napoletana.

La lettera da lui scritta Tanto più lieta e benvenuta apparve perciò la rupe che sovrasta Terracina; ce n’eravamo appena rallegrati, quando, subito davanti a noi, vedemmo il mare. Poco oltre il fianco opposto della montagna ci scoperse la vista di una nuova vegetazione; fichidindia, mirti, melograni verdi e gialli. Lungo la strada scorgevamo nuovi fiori e cespugli nuovi non mai veduti, Narcisi e adonide fiorivano sui prati”– descrive  nell’immediatezza dalle sue sensazioni l’incontro con piante, vegetazione, monti e  mare accompagnato in questo viaggio lungo la Penisola Italiana dal suo disegnatore Tischbein

Con questi versi “Tanto più lieta e benvenuta apparve….. “ il secondo riferimento a Terracina  nella sua opera è la  lettera scritta dal suo disegnatoreTischbein a Goethe il 10 luglio 1787.

Questa lettera che Goethe ha ritenuto  importante tanto da inserirla nella sua opera “ Viaggio in Italia” e cosi intensa dispensazioni che non si può  fare a meno di riportarne alcuni passi “ Mentre  l’ultimo posto di guardia controllava i passaporti , io andai a passeggiare tra le alte scogliere e il mare, e contemplai il grandioso effetto della buia roccia illuminata dalla luna; un fascio di vivi sfolgori si proiettava nell’acqua turchina, scintillando fino alla sponda battuta dal tremolio delle onde.

In alto sul ciglio del monte, le rovine della fortezza di Genserico (Tempio di Giove) avvolte in un’indefinita azzurrità, portarono i miei pensieri verso tempi remoti; risentii l’ansia della  salvezza provata dallo sventurato Corradino, come pure da Cicerone e da Mario: essi tutti in quei luoghi avevano conosciuto il terrore.

 

Questa opera di Goethe  la cui prima versione risale al 1886, è dovuta al filosofo  Erich Schmidt ed è stata letta da milioni di lettori.

Non credo di sbagliarmi nel dire che quest’opera abbia  contribuito in modo fondamentale  a guidare milioni di Tedeschi  nell’incontro e nell’amore verso l’Italia.

Attualmente l’ex Dogana di Terracina distrutta nel secondo conflitto bellico è destinata a parcheggio e a giardino Comunale, il tutto alla base di Pisco Montano, porta Napoletana e il sovrastante Tempio di Giove.

Riteniamo che non sia più rinviabile un intervento di recupero del giardino comunale con relativo parcheggio e accesso a Porta Napoletana, visto il degrado in cui  questo angolo di Città cosi prezioso oggi si presenta.

Lo dobbiamo per rispetto della storia, della bellezza  del sito, per Goethe e per le migliaia di turisti che sulle lettere di Goethe (Viaggio in Italia) vanno alla scoperta  dei luoghi di un tempo amati.

Grazie Goethe 23 febbraio 1787 – 23 febbraio 2020»

Arcangelo Palmacci – Movimento civico “Insieme a te”

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