Recupero di soldi non riscossi, un capitale da incassare


Il risanamento finanziario del Comune passa anche per la lotta all’evasione. Sono anni che gli uffici si sono messi a caccia dei “furbetti” e i risultati, certificati nell’ultimo Consiglio comunale, sono importanti. E fanno riflettere. Nel corso dell’esposizione dell’assessore al Bilancio Danilo Zomparelli, sono venuti fuori parecchi numeri.

L’ufficio Tributi ha lavorato sodo. Tanto che le cifre accertate sono in linea con quanto previsto. Sono state preventivati tre milioni di entrate di riscossione straordinaria da ricognizione dell’evasione tributaria. Al 31 dicembre scorso il dato è di circa 5 milioni di euro accertato. Altro che tesoretto, qui si è in presenza di un capitale niente male. Magari poi in sede di incasso ci sarà qualcosa di meno rispetto all’accertato, ma questo si vedrà nel bilancio consuntivo.

Ma rispetto alle previsioni di accertamento di 3 milioni, si è comunque arrivati a una cifra di gran lunga superiore, 5 milioni appunto. Il recupero straordinario tributario per il 2018 è composto dai 2 milioni 920mila euro per l’Imu e circa 450mila euro per Tari, Tarsu e Tia. Cioè le tariffe sui rifiuti che si sono susseguite negli anni.

Un altro capitolo d’entrata tutt’altro che trascurabile è l’attività dei tutor in galleria. Per cui si sono previsti 4 milioni e mezzo di euro che poi saranno spacchettati perché gli introiti in quel caso vanno destinate a spese specifiche per strade e polizia locale.

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