Regolamento di polizia urbana, il punto di Senesi sulle norme approvate


Sulla recente approvazione in Consiglio comunale delle norme di comportamento per la salvaguardia  della sicurezza urbana  e dell’incolumità pubblica interviene il presidente dell’associazione A.La Sociale Marco Senesi. «Le norme approvate – afferma – prevedono per esempio il divieto di accattonaggio, guerra ai parcheggiatori abusivi, a chi chiede soldi fuori da supermercati. Divieto “morbido” per chi porta il velo per motivi religiosi sul volto, il NIqab e il Burqua. I due indumenti che coprono integralmente il volto. Insomma a leggerlo così appare più che una norma che disciplina l’ordine pubblico  una sorta di “Ordine e disciplina”. Qualcosa, di cui, ne faremmo volentieri a meno. Si approvano le norme, ma non si risolvono i problemi. Perché le norme servono quando c’è un idea di Città, quando si ha una direzione da seguire.  E questo lo sa, o dovrebbe saperlo chi amministra, che non si ottiene a suon di norme. Anzi forse, queste norme, una volta approvate tendono ad allargare la forbice del divario sociale, della tolleranza e dell’integrazione. Pongono inevitabilmente le basi per riprendere a costruire muri, rinunciando ancora una volta a ripristinare ponti. Si propone, tanto per dirne una, il divieto di fumo nei parchi, quando manca totalmente un piano del verde pubblico. Si propone il divieto “morbido” (poi ci spiegheranno cosa vuol dire) di indossare  indumenti religiosi che coprono integralmente il volto ma non si propone uno strumento di integrazione delle comunità che arrivano e tutela della comunità che ospita. Cosa ha prodotto ad oggi la commissione sullo Sprar ad esempio? Al di là dei divieti, quali sono le misure che questa amministrazione vuole adottare per fronteggiare il flusso migratorio. Questa amministrazione ritiene la società multietnica un valore o un pericolo? In questi giorni appaiono ovunque foto della pista ciclabile allagata. E’ stato proposto ormai da tempo un piano della mobilità sostenibile, piano a cui abbiamo contribuito anche personalmente. Questo piano verrà adottato? La mobilità sostenibile è un protocollo da adottare per questa amministrazione? Se sì, bisogna collegare la pista ciclabile ad un anello di collegamento che copra la città, altrimenti la pista su viale circe sarà solamente un’altra opera incompiuta. In base alle scelte di fondo si adottino le contromisure, perché questo è responsabilità della governance, perché le norme, i divieti, non bastano. Approvare norme, senza avere una visione di città,  significa non  tenere conto delle pratiche sociali e culturali, dei processi economici. Significa rinunciare alla partecipazione della comunità alle scelte nel processo, non solo della progettazione, ma anche della manutenzione e della gestione. Vuol dire tornare a coltivare le scorciatoie settoriali che hanno sempre prodotto un impoverimento delle azioni e una riduzione complessiva della loro efficacia. Sostenibilità ambientale e sociale, rigenerazione urbana non possono più essere considerati obiettivi generali ma prerequisiti delle azioni pubbliche e private».

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