Regolamento polizia urbana, Ala Sociale: «Sì alle modifiche»


«Le norme sulla polizia urbana devono essere riviste». Dopo l’intervento del consigliere comunale del Gruppo misto Giuseppe D’Andrea, arriva anche la sollecitazione da parte di Marco Senesi, in qualità di presidente dell’associazione A.La Sociale. «Una richiesta – afferma Senesi – giusta e legittima quella che arriva dai banchi dell’opposizione. Le norme in questione furono approvate all’unanimità, suscitando più di qualche perplessità. Siamo stati i primi, come Associazione,  ad opporci a queste norme poiché estremamente restrittive e soprattutto pericolose. Pericolose perché tese ad alzare nuovi muri. Restrittive, perché adottate senza una pianificazione strategica. Una pianificazione che necessita inevitabilmente una visione più generale. Più complessa della Città e della Comunità. Resta infatti da capire quale sia la strada che questa amministrazione vuole intraprendere per quello che riguarda il tema, ad esempio, dell’immigrazione. Un tema di estrema attualità, complesso,  e su cui, purtroppo, anche il governo nazionale affanna nel trovare risposte. Nella nostra Città si era deciso di intraprendere il modello dello Sparar e per questo si era insediata una commissione che ad oggi non è ancora dato sapere cosa abbia prodotto. Ad esempio. Ma ancora più importante resta e rimane di capire nella nostra Città, da sempre un porto di Mare, da sempre accogliente verso gli stranieri, “Terracina vo bene ai forestieri” quali politiche di integrazione  e accoglienza si vogliono adottare. Se esiste la volontà di procedere a modelli di integrazione e di tutela per la comunità che ospita e per quella che viene ospitata. Se la multietnicità viene vista come un valore.  Resta e rimane, infatti, ancora una scorciatoia settoriale, la richiesta di rivedere alcuni articoli previsti nella norma. Rinunciando così, ancora una volta,  ad altri percorsi sicuramente più produttivi , efficaci e soprattutto coerenti. Torniamo infatti a sottolineare la necessità di individuare operazioni tese a pianificare le azioni da intraprendere. Una pianificazione che riguardi i processi economici, sociali e culturali. Dopo questi processi si potrà procedere all’approvazione delle norme sostenute da un processo più solido. Senza dover poi ricorrere alle scorciatoie settoriali che hanno sempre prodotto un impoverimento delle azioni amministrative. Hanno sempre generato confusione, norme, da poi modificare».

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