Rifiuti, la differenziata vola ma si paga ancora troppo. Cifre e proposte di Legambiente


La raccolta differenziata vola, ma sul fronte rifiuti si può fare ancora di meglio. Sembrano lontani anni luce gli anni in cui le strade erano piene di immondizia. L’immagine del cartello “welcome to Terracina” che sulla Pontina accoglieva i turisti con una montagna di spazzatura, appare ricordo di un’altra epoca. In realtà sono passati solo pochi anni e la differenza è nettissima.

Anche l’anno scorso Terracina ha confermato di aver preso ormai la strada giusta. Lo ha certificato Legambiente che sottolinea la necessità di spingere sull’acceleratore. Con la raccolta differenziata arrivata a una media annua del 73,07%, Terracina per la prima volta fa parte dei Comuni ricicloni del Lazio.

Molto bene anche la percentuale di abitanti serviti dalla raccolta domiciliare, la totalità. Positiva la produzione annua pro capite di rifiuti urbani (492 kg/abitante). Ora passiamo alle cose che restano da fare. È fondamentale ridurre la produzione annua pro capite della frazione indifferenziata, attualmente 133 kg/abitante. La media nazionale è di 75. Anche per questo si calcola che la Tari annuale applicata dal Comune di Terracina è di 290 euro, superiore al valore medio di città analoghe dove il dato è di 287. Non molto, ma comunque troppo rispetto a città virtuose (soprattutto nel nord Italia) dove il costo scende fino a 178 euro. Il calcolo è basato su una famiglia di tre persone che vive in una casa di 100 metri quadrati.

Altro obiettivo da porsi è l’applicazione della tariffa puntuale, già applicata in 280 Comuni italiani. Cos’è? Si tratta di una tariffa che stabilisce il pagamento di ogni utenza sulla base effettiva di quanti rifiuti produce. Un modo che spinge i cittadini ad essere più responsabili per avere bollette più leggere. Di certo un deterrente nei confronti di sprechi e modalità sbagliate di produrre rifiuti.

 

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