Riforma del Fondo di garanzia per le imprese, parla Di Pinto


La Riforma del Fondo di Garanzia per le PMI – Legge 662/96- nuove modalità di valutazione delle imprese ai fini dell’accesso e articolazione delle misure di garanzia. Il nuovo modello di “Rating” e il fondamentale ruolo del credito per il sostegno e la crescita delle Micro Piccole e Medie Imprese Italiane. Ne abbiamo parlato con Silviano Di Pinto, tra i principali esperti in Italia in Economia di Impresa e in Strumenti di Credit Risk Mitigation

Riforma del Fondo di Garanzia: il 15 marzo 2019 entra in vigore il nuovo sistema di Rating.

La Banca del Mezzogiorno – MCC con circolare n. 2/2019 ha reso noto l’avvio in data 15 marzo 2019 della Riforma alle Disposizioni Operative ai sensi del decreto del Ministero dello Sviluppo Economico sentito il MEF del 12 febbraio 2019 in attuazione del Decreto del 6 marzo 2017 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7-7-2017 “nuove modalità di valutazione delle imprese ai fini dell’accesso al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e articolazione delle misure di garanzia”.  Il principale strumento di politica economica italiana si accinge a cambiare “pelle”. Il Fondo Centrale di Garanzia PMI è la più nota e longeva agevolazione nazionale utilizzata in Italia negli ultimi anni dal micro piccole e medie imprese e dopo una lunga discussione, il Fondo è stato oggetto di un processo di riforma che entrerà in vigore a partire dal 15° gennaio 2019. Il cuore della riforma è l’introduzione di un sistema di rating che incasella le imprese all’interno di classi di rischio diversificate prevedendo per ogni soggetto beneficiario % di garanzia collegate al livello di rischio e alla tipologia dell’operazione finanziaria. La garanzia pubblica viene differenziata in funzione del profilo di rischio dell’impresa. Ad ogni impresa sarà attribuita una una probabilità di inadempimento e assegnata una classe di valutazione ben determinata. In base alla probabilità di inadempimento, o probabilità di default (PD) stimata, ogni impresa viene classificata in una delle 12 classi di valutazione, che a loro volta sono raggruppate all’interno di una delle 5 macro fasce di valutazione. Sarà una immensa opportunità di sviluppo solo per gli operatori del settore che adotteranno strategie e comportamenti che tendono a “governare” i processi dall’origine. Istituti di credito, micro piccole e medie imprese, professionisti, associazioni di categoria e tecnici del settore avranno un grande beneficio e un valore aggiunto dal cambio della normativa solo se saranno proattivi verso strategie e comportamenti dinamici tendenti a governare i processi fin dall’origine e con continuità. 

Il governo dei processi e la gestione dinamica e proattiva di questo strumento agevolativo da parte delle micro piccole e medie imprese è importante per favorirne il consolidamento e lo sviluppo delle attività e, direi “vitale” in alcune particolari situazioni, soprattutto in questo particolare periodo storico lo è ancora di più perché questa riforma si inserisce in un contesto normativo che prevede per gli istituti di credito l’adozione del principio contabile IFRS9 che sarà applicato a “regime pieno” nel 2019.

Il nuovo principio contabile IFRS9, applicato dal 2018 e che entrerà a “regime pieno” nel 2019, porterà a un cambiamento radicale delle regole di classificazione degli strumenti finanziari e della modalità di calcolo delle rettifiche ed è di fondamentale importanza in quanto il suo impatto si traduce in maggiori accantonamenti sul rischio di credito ed in una necessaria riconsiderazione della politica dei finanziamenti/affidamenti e del processo di valutazione del credito. L’IFRS 9 prevede, infatti, che le banche effettuino accantonamenti non solo per i crediti già deteriorati, ma anche per quelli che potrebbero deteriorarsi in futuro. Di fatto, quindi la manovra prevede accantonamenti anche per i crediti in bonis. Gli istituti dovranno infatti stimare le perdite attese (expected credit loss) e metterle a bilancio.

In tale processo, quindi, assumono per le micro, piccole e medie imprese importanza fondamentale e strategica sia l’attribuzione del Rating, che di fatto determina le condizioni di accesso al credito per una azienda, che il “REALE” valore degli strumenti di mitigazione “elegible” del rischio di credito a supporto della PMI. 

E in questo contesto il Fondo di Garanzia per le PMI rappresenta il principale strumento italiano a supporto della micro piccola e media impresa in quanto la Garanzia Diretta rappresenta contemporaneamente uno strumento che favorisce l’accesso al credito, uno strumento di copertura finanziaria e soprattutto uno strumento “Elegible” sul capitale della banca in quanto è a ponderazione zero, ovvero le banche non accantonano capitale sulle quote di finanziamento e affidamento garantite dal Fondo permettendo ai soggetti finanziatori di ridurre il fabbisogno di capitale ai fini del patrimonio di vigilanza e consentendo, a parità di ogni altra condizione, di praticare condizioni di miglior favore alle imprese finanziate e di “liberare” a parità di capitale maggiori risorse per il finanziamento di altre iniziative imprenditoriali. E’ ineludibile il cambiamento che si va oramai consolidando ed a cui le imprese devono rispondere attraverso l’adozione di tecniche più evolute di gestione finanziaria in primis, anche al fine di ottenere un rapporto più consapevole dell’impresa con i propri partner finanziari.

Il Rating e gli strumenti di mitigazione “Elegible” del rischio di credito divengono quindi degli strumenti gestionali strategici per una migliore comunicazione finanziaria, spendibile non solo verso i partner finanziari ma anche nei confronti di fornitori, clienti, dipendenti ed in genere tutti gli stakeholder dell’impresa, nazionali e internazionali.

Il Rating e gli strumenti di mitigazione del rischio di credito “Elegible”, pertanto, diventano per le PMI variabili strategiche, che vanno gestite come un’opportunità di crescita e sviluppo per le imprese stesse.

In sintesi è facilmente percepibile che in questo scenario attuale un ruolo fondamentale, per favorire lo sviluppo e il sostegno delle Micro e Piccole/Medie imprese, è ricoperto dagli strumenti di mitigazione “Elegible” del rischio di credito che sono riconosciuti dalle normative di settore in termini di ponderazione del capitale delle Banche e di effettivo beneficio per la PMI soprattutto “nell’era di IFRS9”. Dalle evidenze emerse il Fondo di Garanzia per le PMI continua a essere, “ripeto”, soprattutto in questo scenario attuale, uno strumento di politica economica di straordinario sostegno a favore delle Micro e Piccole e Medie Imprese. Stiamo assistendo quindi ad una vera “rivoluzione” e una vera “innovazione sia di processo che di prodotto” e da professionista la mia mission principale è quella di rimuovere tutte le “Asimmetrie Informative” verso una comunicazione lineare e precisa che ogni singolo imprenditore ha il diritto di acquisire.

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