Rigenerazione urbana, l’impegno del comitato Terracina in Regione


Sulla rigenerazione urbana interviene anche il comitato Terracina in Regione, per voce del presidente Marco Senesi. «A seguito anche degli incontri e dei convegni proposti dal nostro Comitato in sinergia con le istituzioni locali e regionali il Comune di Terracina – si legge in una nota – a breve convocherà la commissione urbanistica e poi il Consiglio Comunale per indicare le aree su cui intervenire e i relativi ambiti.  La legge sulla rigenerazione urbana permette infatti di intervenire sulle aree degradate e sugli edifici fatiscenti o incompiuti prevedendo quindi anche una partecipazione del partner privato. Il fenomeno, del tutto positivo, del sensibile aumento del flusso turistico che si è registrato negli ultimissimi anni rende necessario e urgente l’approntamento di adeguate infrastrutture. È necessario però a nostro avviso affrontare in maniera seria il tema della pianificazione urbanistica per una visione di città nel suo insieme. La rivisitazione del nostro piano regolatore che ha ormai quarant’anni. Da tempo noi come comitato proponiamo per esempio di intervenire sull’area del Molo per dare finalmente dei servizi al porto e alla portualità. A nostro avviso infatti, gli edifici dell’ex genio civile, possono diventare una straordinaria struttura a servizio dei molti passeggeri diretti a Ponza e Ventotene, che al Porto affollano d’estate l’intera zona senza poter disporre di parcheggi e di idonei servizi igienici. La proposta, è di riqualificare gli edifici circostanti per trasformarli in strutture ricettive stabili, aperte tutto l’anno e capaci di accogliere, d’estate, il gran numero di turisti in attesa dei traghetti. Parlare di pianificazione urbanistica significa infatti parlare di riqualificazione urbana. Significa tenere conto delle pratiche sociali e culturali, dei processi economici. Indurre alla partecipazione della comunità alle scelte nel processo non solo della progettazione ma anche della manutenzione e della gestione. Vuol dire evitare le scorciatoie settoriali, a colpi di proroghe, che hanno sempre prodotto un impoverimento delle azioni e una riduzione complessiva della loro efficacia. Sostenibilità ambientale, contenimento del consumo del suolo, rigenerazione urbana non possono più essere considerati obiettivi generali ma prerequisiti delle azioni pubbliche e private».

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