Ritrovata una statua in casa: denunciato


Statua romana rinvenuta in una casa privata

Stupito di “possedere” in casa un reperto archeologico di assoluto valore: denunciato un terracinese. Che la cittadina tirrenica avesse uno straordinario patrimonio artistico e culturale non è certamente una novità, ma che alcuni abitanti ne collezionassero impropriamente alcuni pezzi è una triste realtà. A distanza di quattro mesi dal ritrovamento di utensili antichi nel giardino di una villa di una coppia di fotografi, i finanzieri di Terracina hanno rinvenuto e sequestrato una statua femminile rappresentata nel tipo così detto della “Pudicitia”, purtroppo acefala. Le fiamme gialle del comando provinciale di Latina hanno trovato il reperto cementato nel giardino di un’abitazione privata, a pochi passi dal centro storico di Terracina. Non si tratta di collezionisti, come nel caso dei fotografi, i quali avevano all’interno dell’abitazione di San Silviano, principalmente anfore, colli d’anfora, lingotti di piombo, un gocciolatoio, nonché un catino del ‘700. Siamo lontani da 21 reperti sequestrati alcuni mesi fa, ma la statua scovata martedì è un pezzo in calce locale dell’età Giulio Claudia, alta poco più di un metro e mezzo. L’insospettabile “proprietario” la teneva nel giardino di casa, a suo dire ignaro del valore e senza ricordare come fosse finita nella sua proprietà. L’uomo è stato denunciato per non aver presentato presso la sovrintendenza le previste comunicazioni che ne legittimassero il possesso.

La statua riproduce una classica interpretazione della “dea pudicitia” e del culto che, particolarmente sentito in età augustea, i romani rivolgevano al senso generale del pudore, alla regolatezza nei costumi e alla morigeratezza a cui soprattutto le matrone dovevano ispirarsi

Sulla base delle caratteristiche con cui è stata realizzata, rappresenta una figura di donna tipicamente ossequiosa dei canoni dell’antica etica romana. Le indagini della Guardia di finanza di Terracina continueranno per accertare l’esatta provenienza della statua e l’eventuale coinvolgimento di altre persone coinvolte nella vicenda. I reperti d’interesse archeologico rivenuti in marzo sono entrati nel patrimonio storico culturale della città: consegnati nei giorni scorsi dalle fiamme Gialle al Comune di Terracina. Tra qualche mese sarà attivo il museo dei bonificatori, posto all’interno di Palazzo Braschi, il quale accoglierà una parte importante del deposito archeologico terracinese finalizzato allo studio. Tra i vari reperti potrebbe figurare anche la statua appena sequestrata.

 

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