Roberto Passaretta un macellaio da Nazionale


 

 

Roberto Passaretta un macellaio da Nazionale , amico 100 % graticola , Norcino, Giudice Qualificato nell’Analisi Sensoriale della Carne. Socio fondatore A.I.M.A. Associazione Italiana Macellerie Artigiane, con la mission “Dalla Stalla alla Tavola” con l’obiettivo di valorizzare la materia prima carne in tutte le sue fasi, dalla nascita alla tavola. Componente della Nazionale Italiana Macellai attualmente impegnato nei Mondiali di Belfast nel 2018.

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Come nasce la tua passione per la carne?

La mia Passione per la carne nasce molto presto, fin da bambino ho seguito mio padre e i miei zii nel lavoro in macelleria e da loro ho imparato, osservato e “rubato” con gli occhi l’arte del Macellaio. Inoltre ho avuto la fortuna di avere dei nonni allevatori che mi hanno trasmesso l’importanza dell’allevare.

la figura del macellaio oggi

La figura del Macellaio negli ultimi anni ha avuto una evoluzione; oggi il Macellaio deve saper offrire al cliente non solo materia prima di ottimo livello, ma, deve soprattutto guidarlo ad un consumo corretto e consapevole della stessa. Ha il compito di far scoprire e valorizzare tagli solitamente sottovalutati. Non si può assolutamente pensare che da un bovino si possono tirar fuori solo bistecche e filetti.

pensi che oggi ci sia conoscenza delle carni?

Purtroppo oggi molti consumatori sono convinti di poter sostituirsi al Macellaio solo perché hanno letto qualche libro o articolo sul web

la formazione conta?

Il Macellaio deve essere Professionale, un Professionista a trecentosessanta gradi, deve necessariamente conoscere la filiera produttiva, dalla Stalla alla tavola; deve necessariamente essere a conoscenza di tutte le norme igienico sanitario per la tutela del consumatore, e deve saper anche cucinare la nostra amata materia prima. Per questi motivi la formazione è fondamentale e un Macellaio sa benissimo che non si finisce mai di imparare.

il segreto per avere successo?

Per avere successo in questo nobile mestiere, bisogna essere il più trasparenti possibile e trasmettere tutto l’amore e la passione che ogni giorno mettiamo nel farlo

Tra le varie partecipazioni a cui hai presenziato, quale ricordi con maggiore soddisfazione?

Pur avendo partecipato a molti eventi a livello nazionale, negli ultimi anni, comprese due comparsate in tv, quelli che ricordo con grande soddisfazione, sono quelli che faccio nella mia amata Minturno, in particolare l’evento “Saucì” realizzato grazie alla partecipazione degli amici e colleghi di Federcarni.

Un sogno nel cassetto

Il mio sogno nel cassetto? Mi piacerebbe un giorno chiudere il cerchio con l’apertura di un piccolo ristorante con protagonista la Ciccia.

Quanto sacrificio occorre per ottenere risultati?

Per ottenere risultati in questo lavoro bisogna lavorare duro e saper cadere e rialzarsi. Un Macellaio si alza all’alba e si ferma quando ha finito, lottando con dolori fisici, stanchezza e lontananza dai propri affetti. E molto spesso bisogna fare delle rinunce.

Un consiglio a chi oggi svolge o volesse intraprendere la tua stessa professione

Per chi volesse avvicinarsi a questo mestiere deve armarsi di pazienza, voglia di lavorare e tanto spirito di sacrificio, ma soprattutto tanta Passione e tanto Amore.

 

 

 

 

 

 

Hai una dedica da fare?

Di dediche ne avrei tante da fare, a mia moglie per i sacrifici che sta facendo con me e per la tanta pazienza, a tutti gli amici e colleghi che negli ultimi anni mi hanno fatto crescere tanto, alla mia famiglia per il sostegno continuo, ma soprattutto a mio padre Andrea che mi ha trasmesso tutta la passione per questo mestiere e lo ringrazio per tutte le volte che mi rimproverava per gli errori fatti e per tutte le volte che ci siamo scontrati e confrontati.

quanto conta il territorio , il Made in Italy può svolgere un ruolo fondamentale?

Credo che in Italia ci sia ancora molto da fare, e purtroppo non sempre il “fatto in casa” o il “km zero”sono sinonimi di qualità. In linea di massima credo che bisogna guardare al prodotto estero con occhi diversi, come momento culturale, il cibo è cultura la carne è cultura. Viaggiare e visitare altri paesi è momento di crescita, conoscere e mangiare cibo di altri paesi ci fa conoscere usi e tradizioni qualche volta simili alle nostre a volte totalmente diverse.

 

 

cento.per.cento.graticola

 

 

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