Roma-Latina, l’ira di Zicchieri e Tripodi (Lega): Rinunciamo a miliardi di euro?


”Le realizzazioni della Roma-Latina e della Cisterna-Valmontone, che rappresentano il volano di un territorio abbandonato, sono distanti anni luce dalla ristrutturazione di un condominio. Nicola Zingaretti se lo metta bene in testa, il quale sembra decretare la morte della Roma-Latina pur di chiudere l’alleanza con i 5 Stelle, contrari da sempre all’opera”. Così in una nota il vicecapogruppo alla Camera e il coordinatore regionale della Lega Francesco Zicchieri e il capogruppo del partito in Consiglio regionale del Lazio Orlando Tripodi, che aggiungono: ”Occorre chiarezza sulle notizie emerse dalla stampa: il finanziamento del Cipe è legato al progetto di finanza; la soluzione in house, partorita da Zingaretti, farebbe ripartire l’iter quando l’indicazione del Consiglio di Stato sarebbe la strada più veloce per aprire i cantieri, riscrivendo la lettera di invito e dando il via agli espropri i cui vincoli sono in scadenza tra un anno; l’infrastruttura, dal costo di 2,7 miliardi di euro, sarebbe irrealizzabile senza i fondi necessari e i lotti funzionali annunciati passerebbero comunque attraverso le gare di appalto, rallentando di fatto un’opera necessaria per un territorio tagliato fuori dall’A1 e, dunque, dal resto d’Italia”.
Zicchieri e Tripodi fanno notare: ”La Pontina, tra le strade più pericolose d’Italia, è un’arteria a due corsie e senza corsie di emergenza a 60 chilometri orari, che la Regione ha ceduto ad Anas perché non era in grado di garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria. Inoltre – sostengono ancora – la sua messa in sicurezza, seppur sacrosanta, non rappresenterebbe quella svolta di sviluppo che auspicano gli imprenditori in provincia di Latina, che avrebbe benefici per il Lazio intero; basta pensare ai mercati ortofrutticoli, ai porti strategici, alle industrie e al turismo”.
”Davvero si intende rinunciare a 2,7 miliardi di euro di investimento sul Lazio, che genererebbe 40mila posti di lavoro nella fase della costruzione e 13mila lavoratori diretti in più ad opera ultimata? Un altro aspetto: i possibili ricorsi delle imprese partecipanti alla gara, che hanno speso i propri fondi? Zingaretti sembra la brutta copia di Toninelli”, chiudono Zicchieri e Tripodi.

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