Scuola e Coronavirus, Speranza (Lega): le nostre proposte per riaprire


«Riprende la scuola, a settembre, con lo spettro del  coronavirus e un impegno improbo per il governo centrale e per quello cittadino di Terracina. La sottovalutazione dei problemi da parte dell’amministrazione terracinese è preoccupante». La consigliera comunale della Lega Salvini premier Terracina entra nel dibattito con una dura nota critica nei confronti dell’ente.

«Mancano poche settimane alla ripresa dell’attività scolastica e la giunta cittadina non si preoccupa di fare quegli interventi di messa in sicurezza urgenti che potrebbe fare con affidamenti diretti a ditte locali . Parlano ancora di fare progetti. Non c’è tempo.  Questo preoccupa i dirigenti scolastici che sono consapevoli degli enormi problemi . Per altro pari confusione regna nel governo centrale. Prima il plexiglas  un alunno  e un alto poi, mutuando il modello Genova, la nomina dei sindaci come commissari a all’edilizia scolastica, ed  i soldi ? Un miliardo di euro per tutte le scuole d Italia serve a ben poco. E poi questi soldi quando arriveranno ai comuni per poter fare in 75 giorni le aule in più che servono a garantire le distanze di sicurezza. Sì perché il problema è quello di recuperare “spazi fisici” alla didattica. È  vero, si potrebbero recuperare spazi temporali cioè le scuole per turni. I turni però implicano lo sconvolgimento della vita familiare.

Chi porta i figli a scuola se i genitori lavorano e chi li accudisce a casa? Quindi se si devono recuperare gli spazi fisici quante aule serviranno? Quanti insegnanti in più dovranno assumere? Se una classe dello scorso anno deve essere divisa in due, per assicurare la distanza, come farà l’insegnante a parlare a due aule?

Un collegamento in video tra due ambienti presuppone una adeguata attrezzatura che non si attiva  in due mesi e mezzo. Ho fatto un giro in alcune scuole per verificare la disponibilità di spazi e devo dire che  si può tentare di risolvere il problema, ma bisogna fare presto soprattutto il comune deve abbandonare la logica della burocrazia prima di tutto, semplificare, agire senza indugio. Nelle scuole, a mio avviso, si possono recuperare spazi alla didattica. Sistemando locali inutilizzati o recuperando spazi con divisioni anche posticce.

Impegnando 10/15 ditte locali in 30/40 giorni il problema degli spazi ulteriori alla didattica si può risolvere. Lo strumento amministrativo? Interventi di massima urgenza nei limiti dei 40 mila euro degli affidamenti diretti o al limite la trattativa privata nei limiti dei 150 mila euro. Imperativo? Fare presto.

E i problemi non finiscono qui? La sanificazione degli ambienti scolastici non sarà semplice così come non sarà semplice  quella degli automezzi di trasporto scolastico. Serve personale. Potrebbero fare alla bisogna i nuovi 60000 assunti del governo pseudo _ volontari o quelli del reddito di cittadinanza .

Come fa l’amministrazione a dormire sonni tranquilli pensando a questi problemi? Non so! O forse lo so. Non ci pensano ai problemi o se ci pensano sperano che qualcuno i problemi li risolva per loro».

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