Sel: “Giusto sfiduciare Procaccini”


Vittorio Marzullo

«Senza alcuna esitazione abbiamo condiviso la scelta del nostro consigliere che ci ha rappresentato in questi quattro anni in Consiglio Comunale, di aderire alla raccolta di firme per sancire la caduta della Giunta Procaccini a Terracina – scrivono in una nota i rappresentanti di Sel -. Nicola Procaccini non ha garantito pari dignità istituzionale a tutti. Lo ha dimostrato sin dall’inizio della consiliatura, quando maggioranza ed opposizione si accingevano ad intraprendere il loro cammino pensando di poter esercitare legittimamente le rispettive prerogative. È  valso per la maggioranza. Non per le opposizioni.

Da subito si è capito che quello dell’opposizione non sarebbe stato un percorso sereno. Per Sinistra Ecologia e Libertà c’è stata vera censura.

Ogni volta che sono emersi dubbi sull’opportunità o idoneità delle scelte del Sindaco e della Giunta abbiamo chiesto spiegazione. Con lo strumento della INTERROGAZIONE al Sindaco. Ebbene dall’inizio della Consiliatura Procaccini non ci ha mai risposto. Perché? Forse i nostri quesiti erano troppo scomodi?

I contenuti delle nostre Interrogazioni non sono mai stati pretestuosi. Dati alla mano abbiamo chiesto spiegazioni su questioni che secondo noi potevano generare danni alla collettività terracinese: dubbi sul rispetto delle regole nel sistema degli appalti; dubbi sul sistema delle assunzioni nelle partecipate del Comune; dubbi sulle troppe spese inutili fatte con i soldi dei cittadini. A queste legittime perplessità l’ex Sindaco ha ostentato sempre un’omertosa indifferenza.

Quella di Procaccini è stata una condotta non di governo ma di comando. Manovre di spregiudicatezza e scaltrezza tali non potevano che condurlo al precipizio. Non lo ha più sorretto quel trono eretto sul castello di carte da gioco che i consiglieri delle infinite e volubili sue maggioranze ogni volta gli hanno calato nel tentativo personalistico di accaparrarsi il piatto più sostanzioso.

Venire a capo di tutti i cambi di partito dei consiglieri che di volta in volta hanno appoggiato Procaccini è praticamente impossibile. La cosa gravissima è che egli ha assecondato ed istituzionalizzato questo becero opportunismo offrendo un modello di fare politica che è devastante soprattutto per le giovani generazioni.

Procaccini si è presentato alle scorse elezioni con una lista di partiti dei quali oggi non ne resta alcuna traccia; ha mercanteggiato l’appoggio di consiglieri che hanno cambiato fino a quattro partiti in due giorni; ha conquistato con qualche contentino l’appoggio del consigliere che il giorno prima organizzava la raccolta di firme per sfiduciarlo e che oggi lo osanna; tra ricatti e controricatti ci ha regalato l’assessorato più breve della storia della Repubblica Italiana, durato appena sei ore e qualche minuto: chi non ricorda la farsa pazzesca dell’Assessore all’ambiente scelto addirittura dalla lista che portava il nome del Sindaco.

 

Si è presentato in campagna elettorale promettendo il contrario di ciò che ha fatto appena si è insediato. Mentre noi, con onestà e senza infingimenti, proponevamo agli elettori la via del dissesto come l’unica soluzione alla situazione drammatica dei conti comunali, Procaccini ci accusava di voler trascinare Terracina verso la distruzione totale. E lui il giorno dopo la sua investitura cosa fa? Dichiara il dissesto finanziario.

Un’opportunità che però ha sprecato riportando in soli due anni la situazione finanziaria del Comune in una condizione che lascia presagire un altro dissesto. I debiti hanno raggiunto già livelli molto preoccupanti. Non si è mai espressa la volontà di riorganizzare una macchina comunale che potesse far fronte all’evasione dilagante. Il pesantissimo debito di quindici anni di centrodestra lo stanno pagando i soliti terracinesi onesti. Quelli che evadono rimangono intoccabili altrimenti si perdono voti.

Come unica vera forza di opposizione in Consiglio Comunale, abbiamo costantemente cercato di esercitare con efficacia l’azione di controllo che rientrava legittimamente nelle nostre prerogative basando tutte le nostre conclusioni su dati certi ottenuti attraverso le tante richieste di accesso agli atti. Troppe volte queste nostre richieste sono state ignorate. Dare a noi dati scottanti significava scoperchiare verità troppo scomode per tanti.

Oltre l’immagine poca concretezza: dopo quattro anni, ascrivibile all’azione dell’ex Sindaco possiamo annoverare il mercato settimanale spostato di duecento metri e una striscia blu piazzata lì un po’ per caso.

Continuiamo a pagare costi spropositati e insostenibili su tutti gli appalti pubblici.

Si è dimostrata scarsa attenzione  su importantissime opere pubbliche essenziali.

Continuiamo ad avere un polo trasporti senza strutture di riparo. Gli anziani che vanno a prendere l’autobus saranno ancora costretti a sostare sotto il sole cocente e sotto la pioggia. Invece sul lungomare Procaccini ha progettato grandi pensiline utili a niente.

Continua a piovere Dentro alcune scuole. Le infiltrazioni stanno danneggiando gli intonaci dei soffitti determinando un alto rischio di distacco.

Continuiamo ad avere una scuola in una zona ad altissimo rischio inondazione. Noi abbiamo posto il problema infinite volte. La risposta? Indifferenza.

Oggi Procaccini giustifica la sua caduta con le vicende legate al predominio su Acqualatina. Forse è una verità parziale. Infatti il suo partito sta tentando di sostituire un sistema di potere con un altro: il proprio.

Per noi la gestione dell’acqua deve ritornare al più presto nelle mani di una gestione completamente pubblica.

Acqualatina è una preda troppo ambita: lauti compensi per le poltrone del Consiglio di Amministrazione e soprattutto gestione degli appalti della partecipata pubblica, tema che fa gola a tanti. L’interesse dei cittadini non emerge mai per questi signori. Procaccini non deve aver battuto ciglio quando ha delegato Marcuzzi ad approvare l’aumento delle tariffe dell’acqua nell’agosto del 2014. Potrebbe rifarsi in parte, suggerendo ai vertici provinciali del suo partito di appoggiare la proposta dei sindaci del PD per un CdA tutto di tecnici, nominati per concorso pubblico nell’ambito di una lista costituita con limpida trasparenza e soprattutto lontani da qualsiasi etichettatura politica.

 

La scelta di sfiduciare un Sindaco e la modalità con cui farlo attengono ad una sfera di responsabilità molto delicate. Noi non potevamo continuare a sopportare che per qualche risultato positivo raggiunto si dovesse continuare a pagare un prezzo troppo elevato nell’ambito della moralità pubblica.

 

La fine della consiliatura ha coinciso con l’attribuzione della bandiera blu alla nostra città. Questo risultato inorgoglisce tutti noi terracinesi. Tutte le persone di buon senso hanno cercato di dare il proprio contributo al raggiungimento di questo risultato, come singoli e come comunità.

 

Nello stesso tempo sottolineiamo con determinazione che lo sforzo per ottenere un mare più pulito non può e non deve giustificare l’inquinamento dell’etica pubblica. Noi non permetteremo che il prestigioso vessillo venga issato anche come strumento per ostentare una verginità da tempo compromessa da pesanti responsabilità per errate e viziate scelte di politica economica e sociale per la nostra città».

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