Sensibilizzazione al No per il referendum. In tanti all’evento di Forza Italia


Grande partecipazione al dibattito sul referendum costituzionale organizzato da Forza Italia a Terracina. Nella gremita Sala Valadier sono intervenuti il coordinatore cittadino Gianluca Corradini, il consigliere comunale Valentino Giuliani, il sindaco di Sperlonga Armando Cusani e il professor Giovanni D’Alessandro. L’evento di sensibilizzazione al “NO” per il referendum del 4 dicembre ha visto l’introduzione di Corradini che ha affermato come “questa riforma costituzionale fortemente voluta da Matteo Renzi vede sempre di più la concentrazione dei poteri nelle mani di pochi e l’annullamento del diritto al voto da parte dei cittadini italiani”.

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Diretto Giuliani che ha spiegato come l’intento di Renzi, peraltro a capo di un governo senza il consenso popolare, non sia quello di diminuire i costi della politica. Basti pensare che lo stesso Renzi spende 168 milioni di euro per un aereo di Stato del tutto inutile. Con che faccia poi parla di tagli ai costi della politica? È un referendum che ha un grande valore politico: dobbiamo dare un segnale a chi ci sta affossando”.
Tecnico l’intervento del professor D’Alessandro, il quale si è soffermato sul caos che scaturirebbe con l’elezione dei senatori, con il loro ruolo e su un bicameralismo perfetto non superato del tutto.
Ne verrebbe dunque confermato che il popolo non è più sovrano, sovrani sono i mercati e la nuova Costituzione invece di permettere e promuovere la riconquista della sovranità al popolo, la consegnerebbe, irrevocabile, al Mercato. E poiché le Costituzioni sono destinate a durare, questa è la scelta che lasceremmo a determinare la vita delle generazioni future.
Sulla stessa lunghezza d’onda Cusani che pensa come “una eventuale vittoria del Sì rappresenterebbe lasconfitta di tutto il costituzionalismo moderno e dello stesso Stato di diritto: il popolo sovrano è il cardine stesso della democrazia e della Costituzione”.


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Si ricorda, inoltre, che a differenza dei soliti referendum abrogativi, qui non occorre alcun quorum. E’ per queste ragioni che, più che mai, il quattro dicembre i cittadini devono essere presenti alle urne.

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