Sermoneta: altro acuto dell’ASD Podistica Terracina


ASD Podistica Terracina (Sermoneta). anxur time

Neanche la salita di Sermoneta è riuscita a ridimensionare le aspettative della “Podistica Terracina”. Anche in questa 32° edizione del “Trofeo Madonna della Vittoria”, disputata domenica scorsa, le gerarchie non sono cambiate, nonostante uno scherzo del destino abbia ridisegnato l’ordine di testa della gara.

La beffa, in agguato a cento metri da traguardo, è stata servita – per mano di un’organizzazione quantomeno distratta – al fortissimo Roberto Del Bono, che stava per tagliare la linea dell’arrivo in terza posizione tra gli assoluti ed in prima di categoria. Solo a causa di una segnalazione sbagliata, il campione terracinese, proprio mentre stava assaporando la dolcezza del podio, dal quale lo separavano ormai solo pochi passi, è stato instradato in una direzione sbagliata: un fitto reticolo viario che, attraverso il dedalo di vicoli dell’agglomerato medievale, lo ha incredibilmente allontanato dall’arrivo, facendogli percorrere quasi un chilometro in più e negandogli, anzi rubandogli la gioia di cogliere la piazza d’onore che, invece, meritava appieno.
Ci ha pensato l’altro alfiere della Podistica, però, a ripristinare la legge del più forte. Un grande Tonino Panno, infatti, ha trionfato nella propria categoria, peraltro con un distacco incolmabile, chiudendo la gara anche al 15° posto assoluto: ennesima prova di classe e prestanza!

Tonino Panno. anxur time

Tonino Panno

Spicca, tra i terracinesi, anche il quarto posto di categoria di Emilio De Fabritiis – sempre in prima fila quando c’è da dare il massimo per onorare la maglia – ed il 9° di Paolo Sessa: podista di solida esperienza ed esempio di tenacia!
Un grintoso Silviano Valenti (alias “Ganciaro”) ha dato prova, ancora una volta, della sua risolutezza, chiudendo la corsa con la schiena dritta ed a testa alta.

 

“Le leggi dello sport – commenta il presidente Egidio Pagliaroli – sono a volte rigide ed inclementi. Il grande libro dell’atletica è pieno di storie in cui, come accaduto anche a Sermoneta, le regole della forma sono prevalse su quelle del merito. Chi conosce Roberto – che ha peraltro accettato con serena sportività quella che ai più è apparsa come un’evidente ingiustizia – sa già che questo non lo farà deflettere dai suoi obiettivi. Anzi, non farà che moltiplicare la sua già ferma determinazione, accrescendo in lui il desiderio di riscatto e lasciandogli la certezza che i suoi passi, d’ora in avanti, non potranno che andare nella direzione giusta!”.

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