Stati generali su salute e sicurezza nel Lazio: l’Ugl chiede semplicazione


“Semplificazione, sburocratizzazione e smart working e coinvolgimento delle scuole. Le quattro azioni da mettere in campo per cambiare il concetto di posto di lavoro ed adattarsi ai cambiamenti forzati ai quali la pandemia ci ha costretti. Per garantire la sicurezza sui posti di lavoro e convivere con il virus, è fondamentale rispettare la distanza sociale, unica arma contro il contagio”. Sono queste le richieste avanzate dal Segretario Regionale dell’UGL Lazio Armando Valiani all’assessore regionale al Lavoro e formazione Claudio Di Berardino nel corso della video conferenza “Stati generali sulla salute e sicurezza nel Lazio”. Attenzione particolare va posta ai trasporti e agli spostamenti dei lavoratori da casa al posto d’impiego: “Nella fase 2, quando riapriranno molte attività produttive, sarà fondamentale gestire la convivenza con il virus fin quando non verrà trovato un vaccino che lo debelli definitivamente. Per questo – sottolinea Valiani – va impostata una strategia che tuteli il lavoratore da quando esce di casa fino al suo ritorno. Abbiamo chiesto alla Regione Lazio ci semplificare le normative e sburocratizzare il settore perché le aziende hanno bisogno di regole certe, dall’accesso facile e veloce, per adeguarsi ai nuovi standard richiesti in questa fase di pandemia. A nostro avviso, nei comparti dove è possibile, risulta fondamentale incentivare lo smart working, una frontiera in Italia ancora inesplorata ma che può offrire numerosi vantaggi a tutto il sistema. In queste azioni va coinvolta anche la scuola in ogni grado, è fondamentale portare nei plessi scolastici la cultura della sicurezza”. Di Berardino ha accolto con favore le richieste dell’UGL Lazio annunciando l’uscita di un bando sulla formazione e sicurezza e, entro il mese di maggio definire un sistema di premialità e sanzione perché ci possano essere incentivi e disincentivi alle aziende. Si è parlato anche di numeri: nel Lazio nel trimestre gennaio-marzo 2020 ci sono state 8.863 denunce di infortunio (in calo del 17 per cento rispetto al 2019 che nello stesso periodo ha registrato 10.735 infortuni), 7 incidenti mortali (con un calo del 68 per cento rispetto al 2019 che nello stesso periodo ha registrato 22 morti) e 952 denunce di malattia professionale (con un calo del 17 per cento rispetto al 2019 con 1.151 denunce): “Questi numeri sono significativi e vanno analizzati e calati in questo contesto dove il blocco totale ha sicuramente aiutato e favorito la diminuzione dei casi.

Inoltre, un dato preoccupante ma va sicuramente analizzato è il numero delle pratiche aperte presso l’Inail circa 900 denunce, per il contagio del COVID e quasi tutte riconducibili al mondo sanitario”. Valiani ha anche ribadito nel suo intervento “che sono anni che il nostro sindacato, guidato da Francesco Paolo Capone, dedica giornate al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, con manifestazioni a Roma, Milano, Napoli, Palermo, Latina, portando in piazza migliaia di sagome bianche che richiamano le morti sui luoghi di lavoro”.

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