Stop a botti e fuochi d’artificio, Colline di Santo Stefano scrive al sindaco


L’associazione Colline di Santo Stefano scrive al Comune per chiedere di fermare il lancio di petardi e botti in difesa degli animali ma anche per evitare drammatiche conseguenze per le persone a causa di incidenti. «Sappiamo bene che, ogni anno, a causa dell’utilizzo in numero rilevante di simili prodotti, si verificano infortuni alle persone, talvolta con conseguenze letali o di grave entità, oltre danni a cose» scrive il presidente Fabio Barone. «Quindi non si può negare che esiste un oggettivo pericolo anche nel caso di utilizzo di petardi in libera vendita trattandosi, pur sempre, di materiali esplodenti che in quanto tali, sono in grado di provocare danni fisici, anche di rilevante entità, sia a chi li maneggia, sia a chi ne venisse fortuitamente colpito. Il pericolo sussiste anche per quei prodotti che si limitano a produrre un effetto luminoso senza dare luogo a detonazione, quando gli stessi siano utilizzati in luoghi affollati e con la presenza anche di bambini. Inoltre l’accensione e il lancio di fuochi di artificio, lo sparo di petardi, lo scoppio di mortaretti ed il lancio di razzi sono sempre stati causa di disagio e di lamentele da parte di molti cittadini, soprattutto per l’uso incontrollato da parte di persone che spesso non rispettano le precauzioni minime di utilizzo. Durante i festeggiamenti del Capodanno molte persone di qualsiasi età sono solite assembrarsi sulle vie cittadine per festeggiare l’arrivo del nuovo anno e l’esplosione di petardi, fuochi d’artificio ed altro potrebbe causare danni all’incolumità delle persone e danneggiamenti a cose nonché pericolo di incendio, esponendo alla possibilità di danneggiamento anche monumenti e beni pubblici. Non ultimo ogni anno i fuochi d’artificio e i botti esplosivi causano vittime tra gli animali. Certo, per queste ultime vittime non esistono statistiche, ma ci vuole poco per stimare in decine di migliaia gli animali domestici che muoiono e che scappano, i selvatici che si feriscono, gli uccelli che disorientati vanno a sbattere contro muri o palazzi. Per non parlare di quelli che, spaventati a morte, muoiono di infarto. Come certamente Le è noto, la nostra città vede la presenza del Canile comunale e di alcune colonie feline. Noi abbiamo il dovere e la responsabilità di proteggere i nostri piccoli amici. Per fortuna negli ultimi anni si è riscontrata una sensibilità crescente da parte di molti Enti Locali, da Nord a Sud del territorio nazionale, che con dispositivo del Sindaco hanno emanato ordinanze di divieto. Siamo certi che lei voglia unirsi presto a questa schiera di suoi colleghi vietando, se non in tutto il territorio comunale, almeno nelle aree più a rischio, quali: in un raggio di 200 metri dalle aree sensibili come scuole, centri anziani, parchi pubblici, ospedali, cliniche veterinarie, canili, colonie feline e in tutto il territorio collinare, dove è forte la presenza di animali selvatici e concreto il rischio d’incendio».

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