Stop all’Autostrada Roma-Latina, si scatena la polemica


Sull’Autostrada Roma-Latina è di nuovo polemica: appalto annullato, bagarre politica, favorevoli e contrari. Si tratta di un’opera che non può non riguardare anche le centinaia di terracinesi che quotidianamente – per motivi di lavoro, per raggiungere strutture nella capitale o per altre ragioni – devono spostarsi a Roma. 

Ecco, dunque, alcuni degli interventi che si sono registrati nelle ultime ore dopo lo stop al progetto per volere del Consiglio di Stato.

Gaia Pernarella, consigliera regionale terracinese tra le file del Movimento Cinque Stelle, sostiene che “la sentenza del Consiglio di Stato che ieri ha annullato l’appalto per la famigerata autostrada Roma-Latina rappresenta un’occasione unica per eliminare quello che consideriamo un progetto scellerato”.

“Un’opera che riteniamo vada nella direzione opposta rispetto a quella di miglioramento del trasporto che dovrebbe puntare sulla mobilità pubblica a scapito di quella privata”, aggiunge la consigliera 5 stelle Gaia Pernarella.  “L’unica alternativa possibile – concludono i 5 stelle – è la messa in sicurezza della Pontina e la contestuale realizzazione di una metropolitana leggera che alleggerisca il carico veicolare. Un’infrastruttura necessaria per migliorare la vita di tutti quei pendolari che ogni giorno attraversano il Lazio per arrivare a Roma”.

Di diverso avviso il consigliere regionale di Forza Italia Giuseppe Simeone. «Non possiamo permettere che la sentenza del Consiglio di Stato sulla gara d’appalto per la realizzazione della Roma – Latina sia l’epigrafe su un’opera indispensabile per la provincia di Latina e per il Lazio. Ho apprezzato in tale contesto le dichiarazioni del presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, che ha proposto ad Autostrade del Lazio spa di valutare, insieme al socio Anas, soluzioni che consentano alla stessa, attraverso il modello in house, di realizzare e gestire l’autostrada tra la Capitale e Latina. Ora però si deve passare dalle intenzioni ai fatti. La Regione Lazio deve prendere una posizione chiara. Deve far sentire la propria voce a tutti i livelli istituzionali e lavorare affinchè questa infrastruttura venga realizzata al più presto. Dobbiamo portare la discussione in un consiglio regionale ad hoc e mettere in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione per colmare quel gap infrastrutturale che ha negato lo sviluppo economico della provincia di Latina e del Lazio e che mette ogni giorno in pericolo la vita di migliaia di pendolari che si muovono da Latina alla Capitale. La realizzazione del Corridoio intermodale Roma – Latina e della Bretella Cisterna Valmontone, lo sosteniamo da sempre, non sono una opzione, devono essere realtà. La Pontina non è più adeguata a sostenere il carico di traffico a cui è sottoposta soprattutto sotto il profilo della sicurezza. Le imprese, prive di collegamenti rapidi e sicuri, non hanno più ossigeno per sopravvivere e certo non giova a chi ancora avesse la forza e la voglia di intraprendere sul nostro territorio sapere che la Roma – Latina ha ottenuto l’ennesima terribile battuta di arresto. In house, extra house, under house non ci interessa purchè la Roma – Latina e la Cisterna Valmontone si facciano, purchè si decida quale strada percorrere e si resti compatti per raggiungere l’obiettivo. Unisco la mia voce a quella del senatore Fazzone, dobbiamo andare oltre gli steccati politici e scrivere la parola fine a qualsiasi tentennamento perché di tempo ne è stato perso sin troppo e la realizzazione del Corridoio intermodale Roma – Latina non può essere rinviata ulteriormente. Il ritardo accumulato per oltre quindici anni sulla realizzazione di questa opera, tra corsi e ricorsi, polemiche a volte strumentali, si è tradotto in una ferita aperta nel tessuto imprenditoriale di una Regione, come il Lazio, e di una provincia, come quella di Latina, che sono letteralmente tagliate fuori dall’Italia e dall’Europa. La variabile tempo non è più solo un aspetto formale ma sostanziale perché in gioco c’è la sopravvivenza stessa di un intero territorio, di migliaia di aziende e di cittadini che meritano risposte risolutive ed immediate».

Il consigliere regionale del Pd Enrico Forte sostiene: ««L’annullamento della gara per la realizzazione della Roma-Latina da parte del Consiglio di Stato rappresenta certamente una battuta d’arresto rispetto ad un progetto di vitale importanza per la provincia di Latina e per l’intero territorio regionale. Bene ha fatto Nicola Zingaretti ha proporre un intervento diretto che consenta comunque di portare avanti il progetto e la realizzazione dell’Infrastruttura. Da parte della Regione non è mai mancato l’impegno, ma oggi vengono al pettine quegli inestricabili nodi giuridici e burocratici che caratterizzano purtroppo il sistema Paese. Contro questo blocco non possiamo che attivare tutte le buone energie territoriali – sia economiche sia politiche – che insieme dovranno allearsi per non perdere il treno dello sviluppo. Per questo mi sento di fare appello a tutte le realtà economiche e sociali, alle categorie produttive e sindacali affinché si ribadisca l’impegno per la Roma-Latina. Si deve partire da subito per evitare ulteriori ritardi e sprechi. In questo senso il territorio di Latina deve essere il capofila di una stagione nuova, orientata allo sviluppo. E per questo serve la collaborazione di tutti».

Per concludere, il presidente di Confcommercio Lazio Sud Giovanni Acampora. “Le nostre province sempre più isolate ed economia in ginocchio.Subito soluzioni tampone per viabilità in sicurezza ed immediata attivazione di soluzioni alternative”. “Una sentenza che  non ci aspettavamo ma che occorre rispettare” dichiara. “La pronuncia del Consiglio di Stato che ha sostanzialmente annullato la gara, apre uno scenario che nessuno si aspettava ma che richiede una immediata attivazione del sistema socio-economico della politica e delle istituzioni affinché in tempi brevissimi si mettano in campo soluzioni alternative. L’odierna dichiarazione del Governatore Zingaretti sulla possibilità di realizzazione in house è un buon segnale che accogliamo favorevolmente, ma nessuna altra ipotesi deve rimanere intentata. Una vicenda infinita con un brutto epilogo, abbiamo sempre e continueremo a ritenere  la realizzazione di un collegamento veloce tra Latina e Roma, strategico, fondamentale e prioritario. Ora però bisogna immediatamente mettere in sicurezza la  Pontina, tutti noi conosciamo la sua pericolosità e contestualmente mettere in campo soluzioni immediate. Corriamo il rischio del collasso economico di una intera provincia e l’isolamento dal resto di Italia e d’Europa. Oggi c’è l’ultimo appello, chi può faccia qualcosa”

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