Tariffe per la mensa scolastica, Berti: «Una nuova tassa per le famiglie»


Non si può tacere e far finta di nulla: dopo aver letto le nuove tariffe per la mensa scolastica basate sul calcolo dell’Isee – l’indicatore economico del reddito – non si può restare in silenzio. La pensa così la consigliera del Partito democratico Valentina Berti. Che attacca la giunta del sindaco Nicola Procaccini.

La consigliera del Pd Valentina Berti

«Un calcolo che ha già rappresentato i suoi limiti e che già è stato radicalmente modificato in quanto non rispecchiava la reale situazione economica dei dichiaranti quanto la loro furbizia nel nascondere i loro redditi al fisco. Si è scoperto così che nullatenenti possedevano case ed auto a nome di parenti prossimi ovvero che appartenenti alla malavita organizzata dichiaravano redditi inconsistenti o addirittura nulli. Che dire poi del fatto che chi guadagna 13100 euro pagherà come chi ne guadagna 20000? Consideriamo questa ennesima scelta dell’amministrazione nemica delle fasce più deboli economicamente. Una amministrazione che con grandi proclami ha dichiarato, vista l’uscita dal dissesto, una concreta diminuzione della tassazione a carico dei cittadini ma a quanto pare sembra che ciò realmente non avvenga».

Secondo Berti, questa rideterminazione «sembra quasi una nuova tassa che si va ad imporre alle famiglie terracinesi per un servizio che sarebbe dovuto a chi sceglie la scuola pubblica. Riteniamo inoltre iniqua e troppo ampia la suddivisione delle fasce che porterebbe chi guadagna 13100 euro a pagare la stessa somma di chi ne guadagna 20.000».

L’esponente del Pd avanza anche una proposta all’amministrazione. «Se veramente questa amministrazione avesse mostrato attenzione maggiore per le famiglie meno abbienti avrebbe dovuto esentare la prima la prima fascia di reddito dal pagamento della mensa scolastica e di conseguenza abbassare tutte le successive tariffe per le restanti fasce di reddito nonché determinare una divisione meno ampia delle fasce individuate.Purtroppo ciò rimane una utopia o meglio nascosta dei proclami della giunta Procaccini».

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