Tecnologia 5G, l’associazione medici scrive all’amministrazione


Il presidente dell’ISDE Latina, associazione italiana medici dell’ambiente, dottor Pasquale Milo, scrive all’amministrazione comunale a proposito della tecnologica 5G. Il documento, redatto in collaborazione con Wwf Litorale Laziale e associazione “Piacere le conoscenza”, mira a far comprendere al governo cittadino tutte le caratteristiche e i rischi legati a questa nuova tecnologia di telecomunicazioni.

«Si parla ormai da tempo del 5g o della tecnologia di quinta generazione per la comunicazione mobile.

La proposta delle multinazionali della telefonia mobile e’ stata accettata dallo stato italiano, che ne ha disposto la sperimentazione, gia’ iniziata in alcune citta’ dal nord al sud italia.

Tale tecnologia e’ stata ideata per collegare ad alta velocita’ oggetti e persone in un’unica rete e permettere di creare interconnessione tra dispositivi, dando vita all’ “internet delle cose”.

Tale tecnologia comporta:

1)l’esposizione a frequenze poco studiate come le onde millimetriche, mai usate prima d’ora, che hanno poca penetrazione nelle strutture solide, ma grande penetrazione nei tessuti umani, per cui possono alterare l’espressione genica e provocare gravi danni alla salute e tumori(come è stato dimostrato da studi documentabili effettuati in laboratorio).

2)l’istallazione di numerosissime antenne in prossimita’ di abitazioni, luoghi di lavoro e di ritrovo in aggiunta a quelle esistenti del 2g, 3g, 4g.

3)un’impennata dell’inquinamento elettromagnetico.

4)possibili danni ad insetti utili impollinatori, come le api, rischi per la privacy, per la sicurezza informatica, per l’interferenza con sistemi di previsione metereologica di eventi avversi come gli uragani.

Quali rischi per l’uomo e per l’ambiente:

A tal riguardo ci sono diversi rapporti

1)il rapporto scheer (comitato scientifico salute e ambiente e rischi emergenti dell’unione europea) del dicembre 2018, che pone l’accento sui rischi del 5g connessi alle radiazioni delle onde millimetriche che destano preoccupazione, in quanto i rischi per la salute sono sconosciuti. Poiche’ si tratta di una tecnologia non testata si consiglia un approccio di cautela.

2)numerosi ricercatori indipendenti hanno presentato richiesta all’unione europea (come l’isde international nel 2018) e al governo italiano (come l’isde italia nel 2017) per bloccare il 5g finche’ non saranno effettuati studi attendibili riguardanti l’impatto sulla salute umana e sull’ambiente.

3)le radiofrequenze possono essere dannose per gli organismi viventi anche a livello di esposizione inferiori ai limiti di legge, che attualmente e’ 6volt/metro. Centinaia di studi scientifici evidenziano rischio di tumori, danni al dna, disturbi neurologici, alterazioni cardiache e del sistema riproduttivo, cambiamenti ormonali, elettrosensibilita’, deficit di apprendimento e memoria, disturbi del comportamento(bioiniziative 2012-2019).

4)nel 2018 due importanti studi sperimentali(istituto ramazzini di bologna e il national toxicology program americano) hanno correlato l’esposizione ai campi elettromagnetici con l’insorgenza di tumori al cuore e al cervello.

5)per altri studi scientifici accreditati degli ultimi anni, dal 2011 ad oggi, la i.a.r.c.(agenzia internazionale ricerca sul cancro), che gia’ nel 2011 aveva classificato i  c.e.m. come 2b, cioe’ possibili cancerogeni di alcuni tipi di tumori(gliomi cerebrali e neurinomi del nervo acustico), ora, dopo 9 anni e dopo i numerosi studi scientifici, ha inserito tra le alte priorita’ la riclassificazione delle radio frequenze, come richiesto da numerosi scienziati indipendenti, non finanziati dall’industria.

Che cosa si puo’ fare:

1)sensibilizzare gli amministratori pubblici affinche’ blocchino la realizzazione del 5g sino a quando non si avranno adeguate forme di tutela sanitaria e normativa e di conseguenza applichino il principio di precauzione, come invocato dal consiglio d’europa (nel 2011) e dall’agenzia europea per l’ambiente(nel 2012). Il governo non ha chiesto alcun parere sanitario, mentre l’isde italia ha chiesto una moratoria, con la proroga della scadenza della sperimentazione nel caso compaiono casi eccezionali come la pronuncia di una classificazione aggiornata della i.a.r.c.

2)acquisire ulteriori informazioni, oltre quelle gia’ presenti a livello sperimentale, sugli effetti dell’esposizione  a radiofrequenze sulla salute umana e sull’ambiente(kostoff 2020).

3)indurre la popolazione ad usare la tecnologia wireless in modo responsabile limitando il traffico dei dati (video, internet, foto). Inoltre e’ bene sapere che dal 2014 al 2019 il traffico dati mobili e’ decuplicato, che le compagnie telefoniche sono interessate non solo a sostenere questo traffico, ma anche ad incrementarlo in modo vertiginoso attraverso la tecnologia del 5g, che aumentera’ significativamente l’inquinamento elettromagnetico.

Ad oggi vengono considerati solo effetti legati soprattutto all’emissione di radiofrequenze che provocano surriscaldamento dei tessuti (effetti termici), mentre esistono anche effetti non termici, che danneggiano le cellule con il loro dna, predisponendo a possibili effetti cancerogeni e danneggeranno vieppiu’ tali strutture con l’aumentare delle onde elettromagnetiche se verra’ confermato il passaggio al 5g».

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