Tempo di bilanci per il Pd, Cervelloni: «Ecco le sfide per il 2020»


Tempo di bilanci per il Partito Democratico di Terracina che analizza il 2019 a livello nazionale, regionale e infine comunale. «L’anno che si chiude – si legge nella nota del segretario del Pd Daniele Cervelloni –  è stato per il Partito Democratico un anno di forti cambiamenti ed importanti novità. Lo abbiamo iniziato come opposizione politica ad un governo tra i peggiori della storia repubblicana per qualità dei suoi interpreti e quantità delle pessime scelte fatte. In primavera, insieme alle altre forze politiche europeiste, abbiamo sconfitto i partiti sovranisti (Lega – FDI) che ci volevano fuori dall’Europa, affermando con decisione la centralità del nostro partito e dell’Italia nello scacchiere politico europeo.  In questo senso, va letto il discorso di insediamento del nostro, David Sassoli, a Presidente del Parlamento Europeo, nel quale si conferma l’importanza dell’Italia nella storia dell’Europa e del lavoro che siamo chiamati a fare nei prossimi anni per un’istituzione , sempre più a dimensione dei suoi cittadini, integrata, forte e protagonista sulla scena politica internazionale. Ad agosto, dopo la caduta del governo M5S-Lega, per colpa di Matteo Salvini e della sua ossessione per il potere (a danno dei cittadini), il PD ha messo in campo non solo le sue migliori energie ma anche il suo grande senso di responsabilità istituzionale e politico. 

Il nuovo Governo, insediatosi dopo giorni di concreta difficoltà, è stato in grado finora di arginare gli effetti degli errori lasciati in eredità dalla compagine giallo-verde, con una finanziaria intesa a dare maggiore sostegno all’economia e alle famiglie italiane. Un grande lavoro che si spera continui nel 2020 con scelte votate al rilancio dell’economia, delle politiche ambientali, del lavoro e più in generale del sistema Italia. Infine, il lavoro della Regione che prosegue seppur tra mille difficoltà. In particolar modo sul lavoro riguardante la sanità laziale. Dopo anni di commissariamento dovuto alle scelte scellerate delle Giunte di centrodestra, che hanno aumentato il disavanzo (Storace) e chiusi gli ospedali pontini (Polverini), la Giunta Zingaretti sta finalmente vedendo la luce di uscita del tunnel. Un fatto positivo che permetterà, si spera quanto prima, di migliorare i servizi dell’intero settore sanitario. Ad oggi, sono stati stabilizzati 400 precari che passeranno un natale migliore ed un decennio a cui aprirsi con maggiore serenità personale e familiare. Siamo consci che molto dovrà essere ancora fatto. E questo molto riguarda anche il nostro ospedale verso il quale, personalmente e come Circolo, rimaniamo vigili e combattivi. 

Il funzionamento di un Ospedale, al pari della legalità, non è solo una questione di colore politico ma un dovere civico verso la città ed i suoi cittadini. Da ultimo, Terracina. La nostra città.  Quello che si chiude è stato un “ventennio” difficile. Un periodo lungo, governato esclusivamente da una sola area politica e che nella sua più completa autoreferenzialità ha sancito uno scivolamento pericoloso e costante delle condizioni di vita dei nostri cittadini. Terracina è una città più povera e tutti gli indici lo dimostrano.  La città non si è migliorata in nulla e le vecchie criticità sono rimaste tali. Nulla di nuovo è stato pianificato e programmato per un rilancio che a questo punto è diventato non solo necessario ma addirittura urgente. 

A confermarlo sono le persone, l’economia, lo stato dei quartieri, i servizi al cittadino e l’assenza degli spazi ricreativi. Terracina negli ultimi 20 anni ha perso smalto ed è priva di fermento culturale, politico ed economico. Ci approcciamo al 2020, l’anno delle elezioni comunali con un PD più aperto alle forze civiche e che come sempre farà la sua parte nel rispetto delle propria identità e del proprio ruolo politico di alternativa al centrodestra ed a chi ha sancito il fallimento politico di questi ultimi 20 anni. Vogliamo guardare oltre; vogliamo dare alla città ed ai nostri concittadini una nuova speranza; vogliamo tornare ad occuparci dei loro bisogni e delle necessità del territorio; vogliamo tornare ad immaginare una città a misura di uomo, che rilanci se stessa puntando, soprattutto, sull’agricoltura, il turismo e la cultura quali asset economici più importanti; vogliamo tornare ad immaginare una città in cui si possa tornare a fare cultura, a rispettare e valorizzare l’ambiente, in cui divertirsi in assoluta sicurezza, rispetto della legalità e degli interessi di tutti. Questa è la nostra speranza e questa la nostra visione».

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