Terracina: calciatori contro la società


Il Terracina calcio non sta vivendo un momento di crisi, ma probabilmente è proprio vicina la fine di un’epoca, di un sogno, di una società che non c’è più. Non può esserci altra interpretazione al comunicato emesso dai calciatori. Tigrotti abbandonati, così la società diventa responsabile di una situazione insostenibile.

“Volevamo portare a conoscenza della situazione surreale in cui ci troviamo ormai da parecchio tempo – scrivono in una nota i giocatori e lo staff biancoceleste – Viviamo nell’assoluta assenza di una società e di certezze economiche per il passato, per il presente e per il futuro. Per tanti è una situazione iniziata da un mese e mezzo, per altri ancora di più.

Una situazione dove la menzogna e il non rispetto delle persone sono diventate all’ordine del giorno.

Certo a livello di risultati non abbiamo sicuramente fatto il massimo e per questo abbiamo accettato anche le contestazioni dei nostri tifosi che possiamo capire visto i sacrifici che fanno seguendoci in ogni partita. Ma con 14 giornate alla fine del campionato non vogliamo passare per quelli che hanno mollato anzi, noi ci crediamo! E come se ci crediamo.

saturno

Il presidente Attilio Saturno

Il problema è che ci crediamo solo noi e forse qualche nostro tifoso, il resto vuole solo la fine. Ci alleniamo da tempo in condizioni pessime vista la mancanza di un campo decente, in una palestra, dove la sporcizia e gli escrementi di animali sono anche più degli attrezzi. Siamo un gruppo che è passato sopra a tutto ma adesso basta!

Chi doveva dare un segnale, la società, ci ha solo raccontato un mare grandissimo di menzogne. Promesse mai mantenute: martedì, no venerdì, no aspettate il 15, il 23, il 30… il nulla!

Noi non abbiamo comunque perso totalmente la fiducia nella società, ma adesso è troppo, avremmo accettato anche proposte o altro ma invece niente. Questo significa che non importa a nessuno di noi e delle nostre famiglie, dei nostri figli. Se il calcio dilettantistico è questo, è giusto che i giovani continuino a studiare, i tifosi restino a casa e tutto il sistema se ne vada a “fottere”. Perché chiamare 18 giocatori a dicembre quando già si sapeva che non c’erano le garanzie per andare avanti? Oltre al grave problema economico che dobbiamo affrontare, che per altro è diventato insostenibile, ci sentiamo profondamente delusi a livello umano e questo è quello che ci fa più male”.

La squadra e staff del Terracina Calcio 1925

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