Terracina-Fossanova, tempi biblici…forse


panorama Terracina

Era chiaro a molti che con la caduta della Giunta Procaccini, le già flebili speranze di vedere ripristinata la tratta ferroviaria Terracina-Fossanova erano andate in frantumo. Ma nei giorni scorsi è forse arrivata la parola definitiva. La stazione ferroviaria di Terracina infatti è stata cancellata anche dalla scheda di classificazione di valenza turistica del Comune di Terracina, redatta in base alla legge regionale del 14 luglio 2014 numero 7.

Monte Cucca. Ancxur Time

il masso di Monte Cucca

Il Commissario Prefettizio Erminia Ocello ha approvato la variazione in base alle caratteristiche e situazioni inerenti i beni demaniali marittimi, con utilizzazione turistico-ricreativa, presenti nel territorio. Nella scheda ci sono quesiti di carattere ambientale, paesaggistico, di balneabilità, dove viene inserita la Bandiera Blu, e di disponibilità di collegamenti viari. Su quest’ultimo punto, alla specifica domanda sulla presenza di scalo ferroviario entro tre chilometri dal litorale la risposta è stata ovviamente negativa. La Dottoressa Ocello non poteva fare diversamente.

Il Commissario Prefettizio di Terracina, Dott.ssa Erminia Ocello. Anxur Time

Il Commissario Prefettizio di Terracina, Dott.ssa Erminia Ocello

Insomma, Terracina può vantare la bandiera blu e allo stesso tempo l’assenza di un treno diretto da e per Roma, con gravi disagi per i villeggianti. Del resto tempo fa l’associazione Wwf Lazio Gruppo Attivo Litorale Pontino, aveva scoperto che Rete ferroviaria italiana (Rfi) dopo aver realizzato, con finanziamenti propri, pari a 500mila euro, opere di distacco forzato di porzioni di roccia instabile, rilievi morfologici del terreno, aveva consegnato alla Regione Lazio il progetto esecutivo per la messa in sicurezza della collina sovrastante i binari e che la stessa Rfi, quale soggetto attuatore, avrebbe completato l’opera non appena sarebbero stati resi disponibili i finanziamenti, circa 10 milioni di euro. Soldi da reperire da fondi europei e fondi regionali dedicati al contrasto del dissesto idrogeologico.  Pura utopia.

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