Terracina, intitolata una via a Gino Bartali


Intitolata Via Bartali a Terracina. Anxur Time
Gino Bartali Anxur Time

Intitolata a Terracina Via Gino Bartali

Ci volevano solo la caparbietà e la tenacia di Tiziano Testa per arrivare all’intitolazione a Terracina di una via al grande campione del ciclismo Gino Bartali, che di Tiziano è stato amico personale e che è stato presente per 12 edizioni consecutive al “Gran Premio Marcello Falcone”, finchè la salute glielo ha permesso Gino Bartali è deceduto il 5 maggio del 2000, proprio il giorno dell’arrivo a Terracina della seconda tappa del giro del Giubileo, la Roma-Terracina.

Al grande campione è stato intitolato il viale che conduce all’hotel Torre del Sole, nei pressi di Badino.

La cerimonia si è svolta domenica 22 giugno alla presenza del le autorità militari e civili, con la benedizione del parroco della Chiesa San Damiano, don Isidoro. C’erano il vice sindaco di Terracina Gianfranco Sciscione, Gigi Sgarbozza (commentatore Rai), Andrea Bresci (presidente del museo Gino Bartali), l’ex campione d’Italia Filippo Simeoni, il figlio di Gino Bartali, Luigi, che in un accorato e commovente discorso ha voluto ricordare non solo il grande ciclista capace di vincere 2 tour, 3 giri, 4 Milano-Sanremo e 3 Giri di Lombardia, tra le 184 vittorie della sua prestigiosa carriera, ma il padre premuroso e, in particolare, l’eroe che ha salvato circa 800 ebrei, grazie al coraggio di Bartali che durante il conflitto mondiale ha sfruttato la sua fama per trasportare nella canna del manubrio e in quella della sella documenti falsi che hanno permesso a tantissimi ebrei di lasciare l’Italia e porsi in salvo. A far emergere il tutto, George Goldenberg, un ebreo oggi 76enne che ha affermato:

<<Se sono ancora vivo, devo ringraziare Gino Bartali>>. Si sono così aperte per il campionissimo toscano le porte del mausoleo di Gerusalemme Yad Vashem, che onora la memoria dei “Giusti tra le nazioni>>.

Intanto sono già a buon punto le pratiche che porteranno ad intitolare delle strade della nostra cittadina anche al leggendario Fausto Coppi, al campione sfortunato Marco Pantani, che ha preparato proprio a Terracina i suoi trionfi al giro e al tour del 1998, e a chi campione lo è stato solo in erba perché la morte lo ha colto giovanissimo, a soli 15 anni: Marcello Falcone, il cui ricordo viene rinnovato ogni anno, da 39 anni, grazie al gran premio che porta il suo nome.

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