Un anno senza il ponte del Sisto, la denuncia durissima del comitato


Il tempo vola, è già passato un anno dalla demolizione del ponte del Sisto. E se le promesse nel corso dei mesi si sono susseguite, i fatti dicono che residenti e commercianti sono rimasti senza una struttura fondamentale per il territorio. Oggi, il giorno del primo compleanno del ponte che non c’è più, il comitato sorto spontaneamente fra residenti e commercianti del posto, traccia un bilancio amarissimo.

«Esattamente un anno fa – si legge nel comunicato – è comparsa la prima ruspa, anche se il nostro isolamento andava avanti già da qualche mese. Dopo 365 giorni nulla, o poco, è cambiato. Durante questo anno, lunghissimo e pesante per noi residenti e commercianti della zona del Sisto, ne abbiamo sentite tante e abbiamo ricevuto tante rassicurazioni, ma il risultato è stata un’altra estate senza ponte, un vero disastro. E ancora oggi non abbiamo una data certa, ma nemmeno approssimativa, di quando finalmente questa zona non sarà più divisa a metà grazie alla realizzazione del ponte provvisorio. A quanto pare, infatti, la faccenda è ancora in una fase burocratica, ancora parlano soltanto le carte e non i fatti. Addirittura secondo voci di popolo, che spesso c’azzeccano, sarà necessario attendere l’autunno inoltrato prima che i lavori tanto attesi terminino. E nel frattempo noi continuiamo a convivere con una serie di disagi a non finire. La stagione estiva è stata pessima in termini di presenza e di incassi, alcune attività hanno già chiuso e altre che hanno resistito hanno dovuto letteralmente sopravvivere. Di notte nella zona non c’è anima viva e chi ci abita oramai ha paura anche perché i controlli non sono tanto frequenti. Per non parlare di quando c’è qualche emergenza: inevitabilmente i tempi dei mezzi di soccorso si allungano. E vogliamo parlare della corrispondenza che arriva in ritardo o non arriva proprio? Più di qualche utenza è stata staccata. Ci avevano detto che per il mese di agosto il ponte provvisorio sarebbe stato pronto, adesso ci chiediamo se riusciremo davvero ad averlo per la prossima estate. Continuiamo a chiederci perché, di fronte a una situazione del genere, non sia stata dichiarata la somma urgenza per accelerare i tempi: perché? Temiamo di non trovare mai risposta a questa domanda, e non dimentichiamo che qui si sta parlando di una struttura provvisoria, a tempo determinato: cosa succederà quando il Comune di Terracina diventerà proprietario della strada e dovrà pensare alla realizzazione di un ponte definitivo? Le risposte al momento ci mancano».

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