Via i vincoli sull’edilizia convenzionata, Marcuzzi: “Lo Stato fa gli sconti con i soldi dei Comuni”


Rimozione dei vincoli sull’edilizia convenzionata. Vicesindaco Marcuzzi: “Lo Stato fa gli sconti con i soldi dei Comuni. Si vede che chi è al governo non ha mai amministrato nei Comuni”,

Sulla Gazzetta ufficiale n. 280 del 10 novembre 2020 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 28 settembre 2020, n. 151 recante “Regolamento recante rimozione dai vincoli di prezzo gravanti sugli immobili costruiti in regime di edilizia convenzionata”.

«Con il Decreto in argomento – afferma il vicesindaco Marcuzzi – è stato definito il Regolamento contenente le modalità per la rimozione dei vincoli di prezzo massimo di cessione nonché di canone massimo di locazione relativo agli alloggi costruiti in regime di edilizia agevolata/convenzionata. L’attuale normativa prevede che il vincolo del prezzo massimo di cessione contenuto in una convenzione P.E.E.P. (Piani di Edilizia Economica Popolare) o PdZ (piani di Zona) possa essere rimosso a richiesta del soggetto interessato, trascorsi cinque anni dalla data del primo trasferimento, mediante un’apposita convenzione onerosa stipulata con il Comune e soggetta a trascrizione.

Il regolamento sulla “trasformazioni del diritto di superficie in proprietà privata” punta ad una maggiore uniformità su tutto il territorio nazionale delle modalità di calcolo per la determinazione del corrispettivo dovuto al Comune ai fini della rimozione dei vincoli di prezzo e di canone massimo relativi agli immobili in questione. Allo stesso tempo, il decreto prevede la possibilità per il Comune di concedere ai privati una dilazione di pagamento del corrispettivo tramite rateizzazione, previa presentazione di una garanzia fideiussoria. In caso di concessione della dilazione, la stipula e la trascrizione della convenzione di rimozione del vincolo possono essere effettuate dopo il pagamento della prima rata.

Inoltre, il decreto dispone che i Comuni garantiscano la tempestiva pubblicità nei siti istituzionali delle procedure, della modulistica e dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione del regolamento e che, per accelerare e semplificare le procedure, i Comuni stessi adottino schemi di convenzione-tipo di rimozione dei vincoli. Viene infine prevista la cessazione del vincolo alla scadenza della concessione tra le parti e l’eventualità per gli uffici comunali competenti di tener conto anche del valore OMI (Osservatorio del Mercato Immobiliare) per definire i criteri di stima del valore delle aree.

Come Comune di Terracina ci siamo adeguati a queste regole, grazie al lavoro del personale del Settore Edilizia/Urbanistica. Potevamo aggiornare i prezzi del valore del terreno, ma non lo faremo. Il Governo pretende dai Comuni una tempestiva ed immediata comunicazione  delle nuove regole, peccato che la stessa cosa non ha fatto lui con i Comuni. Da noi, ad esempio, è arrivato prima il consigliere Valentino Giuliani con un’interrogazione per verificare quello che stavamo facendo in merito. Siamo stati attenti e abbiamo recepito queste nuove disposizioni che daranno beneficio ai cittadini, ma causeranno minori entrate al nostro Comune.

Una cosa ci tengo a dirla: il Governo ha stabilito questi sconti per le persone che vogliono riscattare il terreno dove sono costruite le loro case, ma non l’ha fatto con le proprie risorse, ha legiferato tagliando introiti ai Comuni, in media di oltre il 40%. Per un Comune come il nostro, in cui negli ultimi 35 anni sono state costruite molti apprtamenti in cooperativa, i mancati introiti saranno nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Il diritto di superficie è di 99 anni: negli ultimi anni, per vendite o cessioni ai figli, in molti stanno riscattando i terreni. Oggi lo Stato doveva sì fare degli sconti, ma dare quantomeno un tempo per usufruirne, tipo 5 anni, per consentire ai Comuni, penalizzati per la perdita di possibili incassi futuri, almeno di incamerare subito il resto e coprire i mancati introiti che questa pandemia sta creando.  Nei prossimi giorni scriverò una nota al Ministero per esprimere il nostro disappunto: è troppo facile fare i generosi con le risorse degli altri. Una cosa appare chiara: si vede che chi ci governa non ha mai avuto esperienze amministrative nei Comuni».

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