Vuoto a rendere, la proposta di Terracina Fare Verde


Puntare sul “vuoto a rendere”, una proposta che l’associazione ambientalista Fare Verde di Terracina ha portato all’attenzione dell’amministrazione comunale alla quale ha chiesto di prendere in considerazione l’idea.
«Da anni – scrive Fare Verde sulla sua pagina Facebook – la nostra associazione si batte per la reintroduzione del “vuoto a rendere”, una pratica molto utilizzata in Nord Europa, e che fino a qualche decennio fa era in voga anche da noi.
Il riutilizzo dei contenitori in vetro infatti è uno dei metodi migliori per ridurre il loro impatto ambientale, in quanto non viene generato rifiuto e contemporaneamente si utilizza una quantità di energia molto inferiore a quella che sarebbe necessaria per produrre una nuova bottiglia. Il “vuoto a rendere” praticato negli esercizi di somministrazione come i bar ed i ristoranti, non richiede al consumatore finale nessuna fatica o sovrapprezzo, ma ha come grande risultato quello di limitare la produzione di rifiuti ed il consumo di energia.
Il limite di questa buona intenzione è, che purtroppo lo Stato non fornisce incentivi economici a chi voglia intraprendere questa virtuosa pratica. Ecco perché Fare Verde intende coinvolgere l’Amministrazione Comunale proponendo uno sgravio fiscale sulla tariffa locale TA.RI. per tutte quelle attività destinate all’uso alimentare (ingrosso e distributori di bevande, esercenti di bar e ristoranti etc..) che dedicheranno una parte (anche piccola) di magazzino allo stoccaggio delle bevande con “vuoto a rendere”: sarà un’area che NON produce rifiuti e chiediamo venga esclusa dal conteggio delle metrature per il pagamento. Nel caso, per ragioni di bilancio, non fosse possibile chiediamo una riduzione dal 30% al 50% della parte variabile della tariffa TA.RI., secondo noi dovuta proprio per il fatto che quella attività andrà a produrre un quantitativo di rifiuti molto inferiore rispetto a chi, invece, non utilizza il vuoto a rendere. Prevediamo la stessa riduzione anche per i “negozi alla spina” dove si acquistano sfusi, alla spina o col vuoto a rendere anche della plastica.
Il riutilizzo è in assoluto la pratica più sostenibile a livello di impatto ambientale e, secondo noi è fondamentale che venga riconosciuto un controvalore a chi si adopera nell’attuare pratiche che preservano l’ambiente.
Ci aspettiamo un riscontro positivo proprio nella XII settimana europea della riduzione dei rifiuti (SERR 2020)».

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