Zicchieri: Sofri cosa ha fatto di buono nella vita per meritarsi questa accoglienza da parte del Primo Cittadino?


“Caro Nicola, leggendo la tua ultima lettera, ho deciso di scriverTi svestendo per un giorno i panni dell’uomo politico e indossando quelli del familiare di una vittima del terrorismo”. Il deputato Francesco Zicchieri dice la sua dopo la lettera inviata dal sindaco Nicola Procaccini a Massimo Lerose in seguito alle polemiche nate sul Terracina Book festival.
“Avevi molti modi per affrontare la questione sollevata, ma come ti capita spesso ultimamente, hai scelto il peggiore: quello della patetica recita del Sindaco culturalmente pluralista e aperto – scrive Zicchieri – Al di là dei toni a tratti arroganti, la tua, è stata di proposito fuorviante, come se qualcuno avesse mai messo in discussione la rassegna del Terracina Book Festival, la democraticità dell’evento o la libera scelta degli organizzatori di invitare gli autori che ritiene più opportuno.
Volevo rassicurati a proposito di quanto da te scritto “mi fa un po’ paura questa polemica..”
Non puoi far finta di non sapere che il tema è la grave mancanza di sensibilità istituzionale da parte di questa Amministrazione Comunale nei riguardi di tutte quelle vittime del terrorismo di cui la mia famiglia ancora porta il peso.
Quando leggo testualmente “ma proprio per questo non vedo l’ora di ascoltarlo a Terracina” mi chiedo: questa persona cosa ha fatto di buono nella vita per meritarsi gli onori di una così degna accoglienza da parte del Primo Cittadino? Concedendo il patrocinio alla presentazione del suo libro, (non è in discussione quello alla manifestazione) questa città di fatto, per quel giorno, dimentica il suo martire, mio cugino Cremino.
Quando iniziai la mia avventura politica nel movimento giovanile di Alleanza Nazionale, tu eri un giovane dirigente nazionale di Azione Giovani che si occupava di formazione politica e spesso nei nostri incontri abbiamo ripercorso quei tristi anni, ricordando avvenimenti e caduti. Il giudizio più severo era sempre nei confronti di quei “cattivi maestri” che hanno inquinato quegli anni bui. Sofri era tra quelli.
Onorare la memoria e il ricordo di Mario e di tutte quelle vittime passa anche attraverso significativi e concreti gesti di tipo istituzionale come la mancata concessione di un patrocinio. Io non mi permetterei mai di chiederTi di non autorizzare l’evento, anche io ho maturato una certa cultura democratica nonostante il tuo appassionato sermone!
Concludo ringraziando pubblicamente l’ex Consigliere Comunale Alessandro Colazingari, promotore dell’intitolazione della strada di mio cugino e voce libera e appassionata che si è alzata a difesa delle famiglie delle vittime. In pochi sanno che il 29 ottobre di ogni anno sia lui che suo cognato depongono sul cartello della via un mazzo di fiori in ricordo della sua morte.
Questione di cuore, questione di stile!!!”

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